La sanità pugliese si prepara a una profonda riorganizzazione che potrebbe avere ripercussioni anche sulla provincia di Foggia. La Regione Puglia presenterà oggi a Roma il nuovo piano operativo triennale ai ministeri della Salute e dell’Economia, con l’obiettivo di ridurre il disavanzo sanitario e riportare i conti in equilibrio. Il via libera al documento è atteso per il 21 luglio.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, il piano prevede il taglio di circa 470 posti letto e la chiusura di almeno cinque punti nascita che non raggiungono i requisiti previsti dalla normativa nazionale.
Nel Foggiano a rischio i punti nascita di San Severo e Cerignola
Il nodo più delicato riguarda i punti nascita con meno di 500 parti all’anno, soglia fissata dal decreto ministeriale 70 come parametro minimo per garantirne il mantenimento. Tra quelli che rischiano la chiusura figurano anche San Severo e Cerignola, oltre a Galatina, Gallipoli e Castellaneta. Negli anni le proteste dei territori e gli interventi istituzionali avevano evitato la soppressione dei reparti, ma la necessità di ridurre la spesa sanitaria e di adeguarsi alle richieste ministeriali potrebbe ora cambiare lo scenario.
Prima di eventuali decisioni definitive sarà comunque necessario il confronto con le organizzazioni sindacali e con la Conferenza dei sindaci. La Regione prevede inoltre di mantenere nei presidi interessati gli ambulatori ginecologici, così da garantire l’assistenza alle donne anche in assenza del punto nascita.
Tagli anche ai posti letto
L’altro fronte riguarda i 470 posti letto ritenuti in esubero rispetto agli standard previsti dal decreto ministeriale 70. L’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, intende aprire una trattativa con i ministeri, sostenendo che nel conteggio sono stati inseriti anche i posti letto dei nuovi ospedali di Taranto e Monopoli-Fasano, molti dei quali sostituiscono quelli destinati a essere dismessi nelle strutture esistenti. Secondo la Regione, gli esuberi effettivi sarebbero quindi sensibilmente inferiori. I tagli dovrebbero interessare soprattutto reparti chirurgici come ortopedia, urologia e cardiologia caratterizzati da bassi tassi di occupazione, con l’obiettivo di ridurre i costi e redistribuire il personale nei reparti maggiormente in sofferenza.
Il caso del centro Ilma di Gallipoli
Nel frattempo la Commissione Sanità del Consiglio regionale ha affrontato anche il tema dell’accreditamento del centro oncologico Ilma di Gallipoli. Pentassuglia ha confermato la volontà della Regione di sostenere il progetto, precisando però che sarà necessario completare le autorizzazioni amministrative, tra cui agibilità e abitabilità, prima di procedere con l’accreditamento al Servizio sanitario regionale. Dopo l’impegno assunto dalla Regione, l’oncologo Giuseppe Serravezza ha deciso di sospendere lo sciopero della fame e della sete che aveva intrapreso da quindici giorni.








