L‘Associazione Avvocati Penalisti di Capitanata denuncia quella che definisce una “gravissima criticità” verificatasi presso la Seconda Sezione Penale del Tribunale di Foggia, dove un giovane imputato detenuto sarebbe rimasto chiuso per oltre sette ore in una cella di sicurezza priva di finestre e di aria condizionata, senza poter consumare il pasto e in condizioni ritenute incompatibili con il rispetto della dignità della persona.
L’episodio risale all’udienza del 7 luglio 2026 ed è stato reso noto attraverso un comunicato firmato dal presidente dell’associazione, Marcello Oreste Di Giuseppe, e dal direttivo.
L’attesa prima dell’udienza
Secondo quanto riferito dai penalisti, il giovane, detenuto in custodia cautelare presso l’Istituto penale per minorenni “Nicola Fornelli” di Bari, era stato trasferito a Foggia per partecipare a un’udienza fissata alle ore 13.
Arrivato al Tribunale intorno alle 12.30, sarebbe stato rinchiuso nella cella di sicurezza del Palazzo di Giustizia, rimanendovi per oltre sette ore in un locale privo di finestre e di impianto di climatizzazione, con temperature elevate e senza la possibilità di consumare il pranzo. A ciò si sarebbero aggiunte circa due ore di viaggio necessarie per il trasferimento da Bari.
La rinuncia a partecipare al processo
L’udienza, sempre secondo la ricostruzione dell’associazione, sarebbe stata chiamata soltanto alle 20.13.
Provato dalle condizioni di permanenza, il giovane avrebbe chiesto di fare rientro nell’istituto penale, rinunciando così a presenziare al proprio processo. La difesa avrebbe eccepito un legittimo impedimento legato alle condizioni subite, ma il Collegio avrebbe deciso di procedere comunque in assenza dell’imputato.
“Non è un caso isolato”
Per l’Associazione Avvocati Penalisti di Capitanata quanto accaduto non rappresenterebbe un episodio isolato, ma si inserirebbe in una prassi che vedrebbe frequentemente le udienze protrarsi fino a tarda sera.
I penalisti parlano di una sistematica violazione dei protocolli d’udienza, con ripercussioni sui diritti delle persone detenute, sull’attività dei difensori e sul corretto funzionamento della giustizia.
La richiesta di un tavolo di confronto
Per affrontare le criticità denunciate, l’associazione propone l’istituzione, a partire da settembre, di tavoli di confronto con i vertici degli uffici giudiziari e con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, con l’obiettivo di individuare soluzioni organizzative che garantiscano il rispetto dei protocolli e la tutela della dignità delle persone detenute.
Il comunicato è stato trasmesso al Presidente della Corte d’Appello di Bari, al Presidente del Tribunale di Foggia, ai presidenti delle sezioni penali, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e agli organi di informazione.










