Fallisce il tentativo di conciliazione sulla vertenza Ataf e resta confermato lo sciopero dell’8 giugno. Le segreterie di Filt Cgil Foggia e Faisa Cisal Foggia hanno comunicato l’esito negativo dell’incontro che si è svolto nella giornata di ieri in prefettura, convocato nell’ambito delle procedure di raffreddamento e conciliazione legate allo stato di agitazione dei dipendenti della società di trasporto pubblico foggiana.
Lo sciopero, salvo novità, riguarderà tutto il personale dipendente di Ataf S.p.A., dagli autisti agli amministrativi, dal personale tecnico a quello di officina, e si svolgerà lunedì 8 giugno 2026 dalle 8:30 alle 12:30, nel rispetto delle fasce di garanzia e dei servizi minimi essenziali.
Il tavolo in prefettura e il nulla di fatto
All’incontro erano presenti tutte le parti coinvolte. Per la proprietà hanno partecipato la sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessore alle Partecipate Davide Emanuele. Per Ataf c’erano il presidente del Consiglio di amministrazione Domenico Morsuillo, il componente del Cda Paolo D’Agnone e i dirigenti aziendali, tra cui Stefania Piarullo e Leonardo Ciuffreda.
La mediazione è stata condotta dal capo di gabinetto della prefettura, Salvatore Guerra, al quale i sindacati hanno rivolto un ringraziamento per “l’impegno profuso e l’attenzione istituzionale mostrata” nella gestione di un confronto definito complesso e legato a temi particolarmente delicati per il futuro del servizio e dei lavoratori.
Nonostante l’intervento della prefettura, però, il confronto si è chiuso senza un’intesa. Per Filt Cgil e Faisa Cisal gli esiti sono stati “parziali e del tutto insufficienti”.
Le rassicurazioni sull’in house e i nodi ancora aperti
I sindacati spiegano di aver ricevuto solo in parte rassicurazioni dalla proprietà, in particolare dall’assessore Davide Emanuele, sulla clausola dell’affidamento in house del servizio. Nessuna risposta ritenuta soddisfacente, invece, sarebbe arrivata sugli altri punti della vertenza, rispetto ai quali il Consiglio di amministrazione e la dirigenza aziendale avrebbero mantenuto “una linea di netta chiusura”.
Per le organizzazioni sindacali, la questione dell’affidamento in house non può essere separata dagli altri temi sul tavolo. La vertenza riguarda anche l’accordo di secondo livello, il verbale del 15 settembre 2025 e le assunzioni legate al turnover, considerate necessarie per dare attuazione agli impegni già sottoscritti.
Al tavolo, le delegazioni erano guidate dal segretario generale della Filt Cgil Foggia-Bat Antonio Trevisano, insieme al segretario provinciale Fabio Lapalorcia e al segretario aziendale Alessandro Noceti per la Filt Cgil, e dal segretario provinciale Vincenzo delli Carri insieme al segretario aziendale Antonio Tuand per la Faisa Cisal.
Sciopero di quattro ore per tutto il personale
Alla luce dello stallo, Filt Cgil e Faisa Cisal hanno confermato formalmente la prima azione di sciopero di quattro ore per lunedì 8 giugno. L’astensione dal lavoro interesserà il personale viaggiante, amministrativo, tecnico e di officina.
La protesta arriva in un momento particolarmente delicato per il trasporto pubblico urbano, con il rischio di disagi per l’utenza nella fascia mattutina interessata dallo stop. I sindacati, tuttavia, precisano che l’agitazione si svolgerà nel rispetto delle regole previste per il settore e dei servizi essenziali.
La porta resta aperta alla trattativa
Pur confermando lo sciopero, le sigle sindacali lasciano aperto uno spiraglio. Filt Cgil e Faisa Cisal si dicono disponibili “sin da subito” a una trattativa serrata e a oltranza prima dell’8 giugno, purché il Consiglio di amministrazione e la dirigenza aziendale mostrino una reale apertura sulle richieste avanzate.
In particolare, i sindacati chiedono il rispetto di quanto già sancito nel verbale del 15 settembre 2025 e l’attuazione delle assunzioni per il turnover previste nello stesso accordo. Solo in presenza di segnali concreti, spiegano, sarà possibile arrivare a un’intesa e valutare la revoca dell’astensione dal lavoro.
“Adesso tocca ad Ataf”
La posizione delle organizzazioni sindacali è netta. Dopo il mancato accordo in prefettura, la responsabilità di evitare lo sciopero viene rimessa all’azienda. “Adesso tocca ad Ataf S.p.A.: solo un cambio di rotta potrà evitare disagi alla cittadinanza”, scrivono Filt Cgil e Faisa Cisal.
La vertenza resta dunque aperta. Da una parte lo sciopero già proclamato, dall’altra la disponibilità a un confronto rapido prima della data fissata per la protesta. Ma per i sindacati servono risposte concrete su accordo di secondo livello, turnover e futuro del servizio pubblico locale.










