“Bene la decisione del Consiglio comunale di avviare la riconversione del progetto sull’ex scuola Arpi, ma adesso serviranno attenzione, trasparenza e rispetto per il quartiere”. È la posizione espressa dall’associazione “Costituzione Cattolica” dopo l’approvazione della delibera riguardante l’immobile di via Di Gioia, nel quartiere Ordona Sud di Foggia.
Il provvedimento approvato dall’Aula impegna la Giunta comunale a chiedere al Ministero del Lavoro la trasformazione del progetto originario – previsto come “Stazione di Posta” destinata ai senza fissa dimora – in una struttura sociale generica rivolta a soggetti vulnerabili.
Una decisione maturata dopo settimane di segnalazioni e proteste da parte dei residenti della zona, preoccupati per l’impatto della struttura sul quartiere.
L’associazione: “Ascoltate le preoccupazioni dei cittadini”
“Accogliamo con favore il fatto che il Consiglio comunale abbia ascoltato i timori e le proposte dei cittadini di Ordona Sud”, dichiara il presidente dell’associazione, Alessandro Mancini.
“La nostra associazione si è fatta carico di approfondire le legittime preoccupazioni dei residenti, non per opporsi per principio a un’opera di solidarietà, ma per chiedere che i servizi sociali vengano inseriti nel territorio con criterio, armonia e reale integrazione”.
Secondo l’associazione, il rischio sarebbe quello di creare “ghettizzazioni o tensioni” in una zona che, viene sottolineato, “necessita innanzitutto di servizi alle famiglie e di rigenerazione urbana”.
Il nodo dei fondi PNRR
La delibera approvata dal Consiglio comunale consente intanto la prosecuzione del cantiere per evitare la perdita dei finanziamenti del PNRR, la cui scadenza è fissata al 30 giugno 2026.
Parallelamente, Palazzo di Città avvierà un’interlocuzione di dieci giorni con il Ministero del Lavoro per ottenere il cambio di destinazione della struttura.
Un percorso sul quale l’associazione annuncia massima attenzione.
“Vigileremo sull’iter e sulle reali necessità della città”
“Il via libera ai lavori per salvare i finanziamenti europei è un atto di responsabilità che comprendiamo”, prosegue Mancini. “Tuttavia la vera partita si gioca ora”.
L’associazione chiede infatti che il confronto con il Ministero non resti “un semplice passaggio formale per placare gli animi”, ma si traduca in un impegno concreto capace di tenere insieme solidarietà, sicurezza e qualità della vita nel quartiere.
“Chiediamo che l’Area Servizi alla Persona produca una relazione rigorosa che fotografi le reali necessità di Foggia e tuteli la vivibilità di via Di Gioia”, aggiunge il presidente di Costituzione Cattolica.
“Solidarietà sì, ma insieme ai cittadini”
Nel comunicato, l’associazione richiama anche il principio della “solidarietà cristiana e civile”, definita “pilastro dello statuto” del sodalizio.
“La solidarietà si costruisce insieme ai cittadini, mai contro di essi”, conclude Mancini, annunciando che l’associazione continuerà a monitorare l’iter burocratico e i tavoli istituzionali, mantenendo un confronto diretto con i residenti e con l’amministrazione comunale.










