Una mobilitazione che coinvolge lavoratori, cittadini e forze sociali per difendere uno dei simboli sanitari e spirituali del territorio. A San Giovanni Rotondo cresce la tensione attorno alla situazione della Casa Sollievo della Sofferenza, e per lunedì 4 maggio è stata indetta una manifestazione pubblica per denunciare quella che i sindacati definiscono una crisi senza precedenti.
“Non è solo una vertenza, ma una questione di civiltà”
A promuovere la protesta sono le sigle sindacali FP CGIL, FP CISL, UIL FP, FIALS e Nursing Up, che parlano apertamente di uno “scippo contrattuale” ai danni dei lavoratori. Al centro della vertenza il mancato riconoscimento del rinnovo e degli arretrati del contratto della sanità pubblica, oltre alla decisione di applicare dal primo giugno il contratto della sanità privata.
Una scelta contestata con forza dai sindacati, che la considerano un passo indietro in termini di diritti e tutele, con il rischio di trasformare i dipendenti in lavoratori di “serie B”.
Allarme sui turni e sulla qualità dell’assistenza
Tra i punti più critici anche l’ipotesi di estendere i turni notturni fino a 12 ore. Una misura giudicata insostenibile, sia per l’impatto sulle condizioni di lavoro del personale sanitario, sia per le possibili ricadute sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza ai pazienti.
“Non si può parlare di cura senza garantire la dignità di chi cura”, sottolineano i promotori della mobilitazione, denunciando una gestione ritenuta troppo orientata a logiche economiche.
Il corteo del 4 maggio
La manifestazione partirà alle ore 18.30 da viale Kennedy, nei pressi del Giudice di Pace, e attraverserà corso Umberto I e viale Cappuccini fino al sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Un corteo che, nelle intenzioni degli organizzatori, non vedrà solo la partecipazione dei lavoratori della struttura, ma dell’intera comunità.
Appello a istituzioni e territorio
I sindacati hanno rivolto un invito alle istituzioni locali, alle associazioni, alle scuole e alle attività commerciali a prendere parte alla mobilitazione.
“Casa Sollievo è un patrimonio di tutti – sostengono – e difenderla significa difendere non solo i diritti dei lavoratori, ma l’intero sistema di cura che ha reso grande questo territorio”.
Una protesta che si annuncia partecipata e che punta a riportare al centro del dibattito il futuro dell’ospedale voluto da San Pio, tra sostenibilità economica e tutela dei diritti.












