Clima sempre più teso all’interno di ATAF, la società del trasporto pubblico urbano di Foggia. Le organizzazioni sindacali FILT CGIL e FAISA CISAL hanno proclamato lo stato di agitazione del personale, avviando formalmente le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge.
Alla base della protesta, una situazione definita “insostenibile” per l’incertezza che grava sul futuro dell’azienda e sulla stabilità occupazionale dei lavoratori .
Stallo sull’affidamento del servizio
Tra le principali criticità segnalate dai sindacati c’è il blocco dell’iter per l’affidamento in-house del servizio di trasporto pubblico urbano, considerato “una condizione imprescindibile e non negoziabile”. Secondo quanto denunciato, il percorso amministrativo sarebbe fermo a causa di uno stallo burocratico, aggravato dall’assenza di risposte da parte dell’amministrazione comunale a una richiesta di incontro urgente avanzata nei giorni scorsi .
Accuse all’azienda: “Ostruzionismo e mancato confronto”
Nel mirino delle sigle sindacali anche l’atteggiamento della stessa azienda, accusata di ostruzionismo e di non voler discutere le istanze avanzate dai rappresentanti dei lavoratori. Un comportamento ritenuto contrario ai principi di correttezza sindacale, che avrebbe contribuito a irrigidire ulteriormente il clima .
Impegni non rispettati e richieste dei lavoratori
I sindacati denunciano inoltre il mancato rispetto degli impegni assunti nel verbale d’incontro del 15 settembre 2025. Tra i punti rimasti irrisolti figurano il turnover del personale e la definizione di un accordo di secondo livello, richiesto per garantire miglioramenti sia economici che normativi per i dipendenti .
Avviata la procedura di conciliazione
Alla luce della situazione, le organizzazioni sindacali hanno deciso di attivare la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione, come previsto dalla normativa sui servizi pubblici essenziali. Un passaggio che rappresenta l’anticamera di possibili ulteriori iniziative di protesta, qualora non si arrivi a un confronto concreto.
Ora si attende una risposta da parte delle istituzioni e la convocazione di un incontro, mentre cresce la preoccupazione per il futuro del servizio e dei lavoratori.










