La scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si avvicina e con essa cresce l’urgenza di capire quale sarà il futuro dello sviluppo italiano. È attorno a questo interrogativo che si è sviluppato il convegno organizzato da Confindustria Foggia, intitolato “Costruire il domani: infrastrutture, riforme e visione per l’Italia”, trasformato in un momento di confronto tra istituzioni, tecnici e mondo produttivo.
La sfida oltre il PNRR
Ad aprire i lavori sono stati Potito Salatto, presidente di Confindustria Foggia, e Luca Azzariti, presidente della sezione Terziario, che hanno subito messo a fuoco il nodo centrale: il PNRR rappresenta un’occasione storica, ma il vero banco di prova inizierà dopo.
“Non possiamo permetterci che le opere restino cattedrali nel deserto o che la spinta riformatrice si esaurisca con l’ultimo bonifico europeo”, ha dichiarato Salatto. Un richiamo netto alla necessità di costruire una visione duratura, capace di integrare infrastrutture materiali, innovazione digitale e semplificazione burocratica, con un obiettivo preciso: ridurre il divario tra Nord e Sud.
Infrastrutture e collegamenti strategici
Nel corso del convegno, Mario Mauro ed Ettore Incalza hanno offerto un’analisi sullo stato delle grandi opere. Incalza ha evidenziato come il futuro del Mezzogiorno passi dalla sua integrazione nelle direttrici europee, citando il Corridoio del Mar Nero come snodo cruciale.
In questo scenario, Foggia può giocare un ruolo chiave diventando un hub logistico strategico, in grado di connettere territori e mercati. Un’opportunità che richiede però una pianificazione coerente e investimenti mirati.
Le opportunità per la Capitanata
A portare il punto di vista della Regione Puglia è stato Raffaele Piemontese, assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture, che ha sottolineato luci e ombre dell’attuazione del PNRR.
“Il convegno di oggi ha evidenziato le capacità del nostro Paese di trasformare le risorse in opere concrete. Purtroppo scontiamo una serie di ritardi dovuti alla burocrazia”, ha spiegato.
Piemontese ha poi indicato alcune priorità per il territorio foggiano: il completamento del porto alti fondali di Manfredonia, destinato a diventare un hub strategico collegato alla zona ASI, e gli investimenti sull’alta velocità ferroviaria, che ridurranno sensibilmente i tempi di percorrenza tra Foggia, Roma e Napoli.
Una visione per il futuro
Dal confronto è emersa una linea condivisa: il PNRR non può essere considerato un punto di arrivo, ma un passaggio verso una trasformazione più ampia. La sfida sarà consolidare quanto avviato, evitando dispersioni e garantendo continuità agli investimenti.
Per la Capitanata e per l’intero Mezzogiorno, il futuro si giocherà sulla capacità di tradurre le risorse in sviluppo strutturale, superando i limiti burocratici e costruendo una rete infrastrutturale moderna e integrata.









