Ancora tensioni sul futuro dell’ATAF a Foggia. A sollevare il caso è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Maria Aida Episcopo, accusata di aver disatteso gli impegni presi con i lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico locale.
L’accordo mai chiuso e la proroga
Al centro delle critiche c’è l’accordo di secondo livello per i dipendenti ATAF. Secondo quanto ricostruito dai consiglieri Claudio Amorese, Maurizio Accettulli, Concetta Soragnese e Gino Fusco, il 15 settembre 2025, durante una procedura ufficiale di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge, l’amministrazione si era impegnata a chiudere l’intesa entro la fine dello stesso anno.
Un passaggio ritenuto fondamentale per evitare decurtazioni salariali e introdurre nuovi premi di risultato. Tuttavia, a distanza di mesi, la situazione appare ancora bloccata. Anzi, come comunicato dal presidente del CdA di ATAF alle organizzazioni sindacali, la disdetta degli accordi è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026.
Le accuse: “Nessun piano per la mobilità”
Per Fratelli d’Italia si tratta dell’ennesimo rinvio che certifica, sostengono, l’assenza di una strategia. “Le promesse viaggiano a vuoto”, attaccano i consiglieri, denunciando una mancanza di programmazione sul trasporto pubblico locale.
Nel mirino anche l’assenza di un piano industriale credibile per ATAF e il mancato aggiornamento del Piano urbano della mobilità sostenibile, ritenuto uno strumento decisivo per intercettare risorse europee e pianificare il futuro del servizio.
Secondo i consiglieri, il quadro sarebbe aggravato anche da criticità operative, come il degrado del nodo intermodale e le corse che saltano per carenza di personale.
L’incognita dell’affidamento in house
Altro punto centrale è quello dell’affidamento in house del servizio, indicato dalla stessa azienda come passaggio necessario per sbloccare le trattative. Una procedura che consentirebbe al Comune di affidare direttamente il servizio a una società partecipata, senza gara pubblica.
Su questo fronte, però, FdI parla di “incertezza totale”, sottolineando come manchino chiarezza sui tempi e sulle condizioni economiche dell’operazione. Inoltre, evidenziano, il Consiglio comunale non sarebbe stato coinvolto nel percorso decisionale a partire da luglio 2025.
La richiesta: “Serve una roadmap chiara”
Nel loro intervento, i consiglieri esprimono solidarietà ai lavoratori ATAF, che – sostengono – continuano a pagare il prezzo dei ritardi, tra stipendi a rischio, accordi bloccati e incertezza contrattuale.
Da qui la richiesta rivolta alla sindaca: abbandonare gli annunci e presentare un piano industriale concreto per l’azienda, insieme a una roadmap chiara sull’affidamento in house e a un aggiornamento del PUMS.
Una vicenda che riaccende il confronto politico sul trasporto pubblico cittadino, mentre i dipendenti dell’azienda attendono ancora risposte definitive.











