Sarà l’autopsia, fissata per lunedì 20 aprile, a fornire i primi elementi utili per chiarire l’omicidio di Annibale “Dino” Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso a colpi di pistola lunedì sera in via Caracciolo, a Foggia. Un passaggio ritenuto fondamentale per ricostruire con precisione la dinamica del delitto.
L’audio e il diverbio prima degli spari
Nel frattempo, le indagini si concentrano su due elementi chiave: un audio e un video acquisiti dagli investigatori. Nella registrazione, captata da una telecamera di sorveglianza, si sentirebbe un acceso diverbio tra la vittima e un’altra persona, seguito da quattro colpi di pistola. Parole intervallate da voci di condomini che nulla avrebbero a che fare con il fatto di cronaca, come ad esempio il riferimento a peli di cane.
Al centro dell’attenzione questi passaggi: “Capisci, se cambi idea ti ammazzo”. “Mi ammazzi mo?” “Questo un messaggio, è…” “Ma che fai, eh! Mi spari, oh?”. Poi i quattro colpi di arma da fuoco e, infine, una frase che apre ulteriori interrogativi: “No, non ti vengo a disturbare più, te lo giuro”.
Discussione che farebbe pensare a un contrasto diretto, forse personale, ma che resta tutta da verificare. “Servono riscontri tecnici, a partire da una consulenza fonica”, ha spiegato il procuratore capo Enrico Infante. Sotto esame anche il telefonino della vittima a caccia di tracce utili alle indagini.
Il killer in fuga tra bici e monopattino
Al vaglio degli inquirenti anche un video che riprende una figura incappucciata transitare nella zona pochi istanti prima dell’omicidio. Si tratterebbe del presunto killer, visto allontanarsi rapidamente: secondo alcune ricostruzioni era in bicicletta, secondo altre potrebbe aver utilizzato un monopattino.
Un dettaglio non secondario, che potrebbe aiutare a delineare meglio la fuga e l’identità dell’assassino.
Le piste investigative
Gli investigatori mantengono aperte più piste. Tra queste, non viene esclusa quella legata a possibili contrasti maturati negli anni precedenti, compresi episodi risalenti al 2023 quando un uomo volò giù da un balcone di via Caracciolo. Una persona nota agli inquirenti che, forse sorpresa da Dino, scivolò e cadde nel tentativo di fuggire.
Si tratta di verifiche ancora in corso, che potrebbero contribuire a chiarire il contesto in cui è maturato l’agguato.
Una città in attesa di risposte
Intanto Foggia resta in attesa di sviluppi su un caso che continua a essere avvolto nel mistero. L’autopsia rappresenta il primo tassello di un’indagine complessa, mentre gli inquirenti lavorano per dare un volto e un nome all’uomo incappucciato ripreso dalle telecamere.











