Il dramma dei migranti nelle campagne del Tavoliere torna al centro del dibattito pubblico e divide la comunità. A intervenire con una posizione netta è il coordinamento provinciale di Libera Foggia, che esprime solidarietà a Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, finito nel mirino delle polemiche dopo le sue parole sull’accoglienza.
Il contesto: morti e condizioni disumane nei ghetti
Negli ultimi giorni, spiegano da Libera, l’attenzione si è riaccesa dopo le morti di giovani lavoratori migranti durante le festività pasquali negli insediamenti informali di Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci. Un fenomeno che non rappresenta un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale che si consuma tutto l’anno nel silenzio generale.
A questo si aggiunge la condizione di migliaia di persone arrivate in Italia come richiedenti asilo, spesso costrette a vivere in situazioni di estrema precarietà e vulnerabilità.
Le parole di Moscone e il progetto di accoglienza
Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni di Franco Moscone, che ha definito la situazione “al limite dell’umano” e “una vergogna che riguarda tutti”, chiamando istituzioni e cittadini ad assumersi le proprie responsabilità.
L’arcivescovo ha inoltre sostenuto il progetto, promosso dalla Prefettura di Foggia e condiviso con il Comune di Manfredonia, per accogliere circa settanta migranti presso la “Casa della Carità”, già utilizzata in passato come Centro di Accoglienza Straordinaria.
Una scelta che Moscone difende con decisione, considerandola un dovere umano e cristiano, e che ha però acceso un acceso dibattito in città.
La posizione di Libera: “Attacchi che rivelano una verità amara”
Secondo Libera Foggia, le polemiche e gli attacchi rivolti all’arcivescovo nascondono una realtà più profonda e preoccupante: l’esistenza di vite considerate “meno degne” di altre.
L’associazione richiama la necessità di un impegno collettivo per trasformare l’accoglienza in un’opportunità di crescita per il territorio, invece che in motivo di divisione.
Caporalato e memoria delle vittime
Il tema si intreccia con quello dello sfruttamento lavorativo. Libera ribadisce il proprio impegno contro il caporalato e ricorda i presìdi dedicati alle vittime innocenti, come quello di Vieste intitolato a Hyso Telharaj e quello di Manfredonia dedicato a Mousse Toure e alle vittime dell’incidente del 6 agosto 2018.
Storie che rappresentano, secondo l’associazione, il simbolo di un fallimento istituzionale e sociale ancora irrisolto.
“Rimettere al centro la dignità umana”
Nel documento, Libera sottolinea che non può esserci sviluppo né progresso senza il rispetto della persona e dei suoi diritti fondamentali. Un principio che, viene ribadito, deve guidare ogni scelta politica e sociale.
Il richiamo finale è a un’assunzione di responsabilità collettiva, per costruire una comunità capace di accogliere, integrare e garantire a tutti una vita dignitosa, superando paure e divisioni.










