Foggia resta appesa a una vertenza che rischia di avere conseguenze pesanti sul futuro del trasporto pubblico cittadino. L’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Dogana tra la Provincia e le rappresentanze sindacali ha fatto emergere uno scenario definito “allarme rosso” per ATAF, con accuse dirette all’amministrazione comunale per i ritardi accumulati.
L’accusa dei sindacati: “Immobilismo inaccettabile”
A lanciare l’allarme sono le sigle Filt Cgil e Faisa Cisal, attraverso i rispettivi rappresentanti aziendali e provinciali. Se da un lato viene riconosciuta “l’onestà intellettuale e la trasparenza” del dirigente della Provincia, Luciano Follieri, dall’altro i sindacati puntano il dito contro il Comune di Foggia, accusato di non aver ancora prodotto né notificato gli atti necessari per l’affidamento in-house di ATAF.
Secondo quanto emerso, il rallentamento non sarebbe dovuto a ostacoli tecnici ma a una vera e propria paralisi amministrativa, definita “politico-documentale”, che starebbe bloccando l’intero iter.
“A rischio diritti e continuità del servizio”
Per le organizzazioni sindacali, la gestione in-house rappresenta “l’unica barricata possibile” per tutelare livelli occupazionali e salari. Il ritardo accumulato viene quindi considerato gravissimo, con il rischio concreto di paralizzare l’azienda e compromettere i diritti dei lavoratori.
Nel mirino finiscono le dinamiche interne a Palazzo di Città, accusate di scaricare sulle spalle dei dipendenti le conseguenze di una gestione ritenuta inefficiente.
Richiesta urgente a sindaca e prefetto
Di fronte a questo scenario, Filt Cgil e Faisa Cisal hanno deciso di alzare il livello dello scontro istituzionale, inviando una richiesta di convocazione urgente alla sindaca di Foggia, all’assessore alle Partecipate e al prefetto.
L’obiettivo è spostare la vertenza su un tavolo di coordinamento superiore e ottenere un intervento diretto e immediato. I sindacati chiedono che la prima cittadina prenda in mano la situazione senza ulteriori rinvii, sottolineando che non sarà tollerato che “le inefficienze della politica diventino una scure sulla testa dei lavoratori e sulla continuità di un servizio essenziale”.











