Si infiamma il dibattito politico a Manfredonia sull’istituzione del Centro di Accoglienza Straordinaria per richiedenti asilo. Dopo il comunicato della diocesi a sostegno del sindaco Domenico La Marca, arrivano le dure prese di posizione dei consiglieri comunali di opposizione Ugo Galli, per Forza Italia, e Vincenzo Di Staso, per Noi Moderati.
Forza Italia: “Le ragioni dei cittadini ignorate”
Il consigliere Galli contesta apertamente la posizione della Chiesa locale, accusata di essersi schierata su una vicenda che, secondo lui, richiederebbe maggiore attenzione alle esigenze della comunità.
Pur ribadendo che il tema dell’accoglienza non è messo in discussione, Forza Italia sottolinea come il nodo centrale sia rappresentato da tempi e modalità della decisione. Nel mirino finiscono soprattutto la mancanza di comunicazione preventiva e il coinvolgimento dei cittadini, ritenuti elementi fondamentali per evitare tensioni sociali.
“La città non può essere informata sempre dopo”, è il senso dell’intervento, che richiama anche il principio della partecipazione democratica e della trasparenza amministrativa.
Da qui la richiesta di convocazione urgente di un consiglio comunale monotematico, per affrontare pubblicamente la questione.
Noi Moderati: “Tradito il rapporto con la comunità”
Ancora più duro il giudizio del consigliere Vincenzo Di Staso, che parla di “gravità inaudita” per l’istituzione del CAS sul territorio comunale senza un adeguato confronto istituzionale.
Secondo Di Staso, il sindaco avrebbe minimizzato la portata della decisione, evitando di informare tempestivamente cittadini e consiglieri. Una scelta che, a suo dire, rappresenterebbe “il tradimento del rapporto fiduciario” tra amministrazione e comunità.
Il consigliere evidenzia inoltre come la gestione dei centri di accoglienza rientri nelle competenze della Prefettura e riguardi direttamente temi di sicurezza e ordine pubblico, elementi che renderebbero ancora più necessario un percorso trasparente e condiviso.
Il nodo della trasparenza
Entrambi gli interventi convergono su un punto: la richiesta di chiarezza e partecipazione. Le opposizioni chiedono che la città venga coinvolta nelle scelte che incidono sugli equilibri sociali e che il tema dell’accoglienza venga affrontato con strumenti adeguati.
Secondo Di Staso, l’attuale modalità di gestione rischia di alimentare diffidenza e tensioni, mentre l’integrazione dovrebbe basarsi su informazione corretta, collaborazione e condivisione.
Il clima politico
La vicenda del CAS si inserisce in un clima già teso, con le opposizioni che accusano l’amministrazione di aver gestito la questione in modo riservato e senza confronto.
Un tema destinato a restare al centro del dibattito politico nelle prossime settimane, mentre cresce la pressione per un passaggio in consiglio comunale che chiarisca contorni e prospettive del progetto.











