Un nuovo cedimento aggrava l’emergenza viabilità nei Monti Dauni. Nella tarda serata di ieri, una parte della strada provinciale 129, che collega Roseto Valfortore a Biccari, ha ceduto ulteriormente, peggiorando una situazione già critica dopo i danni causati dal maltempo dei giorni scorsi.
L’arteria era già stata chiusa con ordinanza della Provincia a seguito di precedenti crolli, ma il nuovo collasso rende ancora più difficile la condizione del piccolo centro foggiano.
Il sopralluogo e l’allarme della sindaca
A lanciare l’allarme è stata la sindaca Lucilla Parisi, che questa mattina si è recata sul posto per verificare di persona la situazione. “Questa arteria sta cadendo a pezzi”, ha dichiarato, sottolineando come il quadro sia in continuo peggioramento. “Era già chiusa, ma la situazione è sempre più preoccupante”.
Il cedimento interessa un territorio già messo a dura prova dalle piogge intense che per oltre 48 ore hanno colpito l’intera provincia.
Paese isolato da giorni
Roseto Valfortore, comune montano a circa 650 metri di altitudine con poco più di mille abitanti, è di fatto isolato da quattro giorni. Il maltempo aveva già provocato il crollo di un tratto della provinciale 130, altra arteria fondamentale che collega il paese alla pianura.
La combinazione dei due episodi ha reso estremamente difficili i collegamenti, aumentando il senso di isolamento e preoccupazione tra i residenti.
Interventi in arrivo
Nelle prossime ore potrebbero partire i primi lavori con una ditta locale, in attesa dell’intervento dei militari del Genio Guastatori dell’Esercito, previsto per martedì 7 aprile. L’annuncio è arrivato dopo il sopralluogo del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro insieme al capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano.
Pasqua amara tra paura e danni economici
L’emergenza ha avuto ripercussioni anche sul clima delle festività. “Abbiamo dovuto annullare anche la nostra sentitissima processione del Venerdì Santo”, ha spiegato la sindaca. “Il Signore è risorto ma oggi la Pasqua non è sentita nella nostra comunità che ha paura”.
A pesare è anche l’impatto economico: le attività locali, tra ristoranti e bar, hanno dovuto cancellare tutte le prenotazioni in uno dei periodi più importanti per il turismo nei Monti Dauni.
Un danno significativo per un territorio che vive anche grazie ai flussi di visitatori durante le festività.










