La Regione Puglia rafforza le misure di tutela del riccio di mare e prolunga il fermo biologico fino al 30 giugno 2029. La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge che modifica la legge regionale n. 6 del 2023, con l’obiettivo di consolidare il ripopolamento della specie, contrastare la pesca illegale e costruire un modello di gestione sostenibile della risorsa.
Il provvedimento nasce al termine di un confronto con organizzazioni della pesca professionale, mondo scientifico, enti di controllo e rappresentanti del comparto ittico, sulla base dei risultati emersi dalle attività di monitoraggio svolte negli ultimi anni.
Segnali di ripresa, ma la tutela continua
Secondo le evidenze scientifiche raccolte dopo l’introduzione del fermo pesca nel 2023, le popolazioni di Paracentrotus lividus mostrano i primi segnali di ripresa, con un aumento delle classi dimensionali della specie.
I dati, tuttavia, indicano anche la necessità di proseguire il percorso di tutela per consolidare i risultati raggiunti e contrastare i fenomeni di pesca abusiva e commercializzazione illegale che continuano a rappresentare una minaccia per gli ecosistemi marini pugliesi.
Monitoraggio permanente e Tavolo tecnico-scientifico
Tra le principali novità introdotte dal disegno di legge figura l’istituzione di un sistema permanente di monitoraggio scientifico lungo tutta la costa pugliese, che coinvolgerà anche i pescatori professionisti.
Nascerà inoltre un Tavolo tecnico-scientifico regionale composto da Regione, Università, Arpa Puglia, rappresentanti del settore della pesca, autorità di controllo e pescatori professionisti, con il compito di valutare lo stato della specie e indirizzare le future scelte gestionali.
Il testo introduce anche sistemi più avanzati di tracciabilità del prodotto e rafforza gli strumenti di contrasto al mercato illegale.
Prelievi solo in via sperimentale e con il via libera della scienza
La nuova normativa apre inoltre alla possibilità di autorizzare programmi sperimentali e temporanei di raccolta contingentata del riccio di mare.
L’eventuale prelievo sarà consentito esclusivamente ai pescatori professionisti muniti di regolare licenza e solo qualora i dati scientifici attestino condizioni favorevoli della popolazione.
Ogni autorizzazione dovrà essere accompagnata dal parere obbligatorio e vincolante del Tavolo tecnico-scientifico e sarà sottoposta a rigorosi sistemi di controllo e tracciabilità.
Paolicelli: “Proteggere il riccio significa garantire un futuro alla pesca”
“L’approvazione di questo provvedimento rafforza una scelta coraggiosa che la Regione Puglia ha compiuto alcuni anni fa e che oggi trova conferma nei risultati emersi dalle attività di monitoraggio scientifico”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura con delega alla Pesca Francesco Paolicelli.
“I segnali di ripresa della specie ci incoraggiano, ma ci dicono anche che il percorso di ricostituzione degli stock non è ancora completato. Per questo abbiamo ritenuto necessario proseguire con un approccio improntato alla responsabilità, alla sostenibilità e alla legalità”.
L’assessore sottolinea come la tutela del riccio di mare rappresenti una scelta strategica sia sul piano ambientale sia su quello economico.
“Salvaguardare questa specie significa proteggere la biodiversità dei nostri fondali e creare le condizioni affinché il comparto della pesca possa tornare a beneficiare di una risorsa sana e disponibile nel tempo. La tutela ambientale e la sostenibilità economica non sono obiettivi contrapposti, ma due facce della stessa strategia”.
Paolicelli ha inoltre ringraziato il consigliere regionale Paolo Pagliaro, primo firmatario della legge del 2023, e i componenti della IV Commissione consiliare per il contributo fornito durante l’iter di aggiornamento della norma.
Nasce il marchio “Riccio di Puglia”
Tra le novità previste dal disegno di legge figura anche l’istituzione del marchio “Riccio di Puglia”, pensato per valorizzare una filiera strategica per l’economia regionale.
Grazie a una convenzione con le Università pugliesi e alle risorse del FEAMPA, sarà inoltre possibile coinvolgere direttamente i pescatori professionisti nelle attività di monitoraggio della costa, rafforzando la raccolta dei dati scientifici e la gestione sostenibile della risorsa.








