A un anno dalla prima, il documentario “Il sangue mai lavato” torna a Foggia nel giorno del 31° anniversario dell’assassinio di Francesco Marcone, figura simbolo di integrità e servizio pubblico. L’appuntamento è fissato per il 31 marzo 2026, alle ore 10, all’Altrocinema “Cicolella”.
Prodotto da MAD – Memorie Audiovisive della Daunia, il film si è imposto in questi mesi come uno strumento di riflessione civile, capace di riaprire il dibattito su una vicenda ancora segnata da interrogativi.
Un anno di proiezioni e confronto in tutta Italia
In dodici mesi il documentario è stato proiettato in oltre 60 eventi su tutto il territorio nazionale, attraversando sedi istituzionali, università e contesti professionali di alto livello.
Un percorso che ha portato il caso Marcone al centro dell’attenzione pubblica, alimentando un confronto rigoroso sulle piste investigative e sulle responsabilità ancora aperte. Le ipotesi indicate un anno fa da Michele Emiliano, in occasione della prima al Bif&st di Bari, hanno trovato riscontro proprio nei contesti più esigenti dal punto di vista critico.
Dalle istituzioni al mondo accademico
Tra le tappe più significative del percorso, la proiezione del 1° luglio 2025 nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati, alla presenza di Claudio Stefanazzi e Vincenza Rando, in un clima segnato dalle preoccupazioni per nuovi segnali di attività della criminalità organizzata in Puglia.
Il giorno successivo il documentario è stato presentato nella sede centrale dell’Agenzia delle Entrate, su iniziativa del direttore nazionale Vincenzo Carbone, con la partecipazione del viceministro Maurizio Leo e il collegamento di tutte le sedi regionali.
Particolarmente rilevante anche l’appuntamento del 25 febbraio 2026, durante il convegno “Etica e servizio pubblico: l’eredità di Giorgio Ambrosoli e Francesco Marcone”, dove il direttore regionale Antonino Di Geronimo ha sottolineato l’accuratezza dell’inchiesta e gli elementi di forte inquietudine emersi dalla ricostruzione.
Il giorno successivo, a Milano, il documentario è stato proiettato all’Università Cattolica, davanti a una platea di studenti, in un incontro promosso dal quotidiano Avvenire.
Un’opera che continua a interrogare
“In questo anno Il sangue mai lavato ha dimostrato di non essere solo un’opera di memoria, ma uno strumento vivo di interrogazione civile”, ha spiegato il regista Luciano Toriello, evidenziando come il racconto proposto abbia trovato ascolto e attenzione anche nei contesti più rigorosi.
La proiezione del 31 marzo a Foggia si inserisce dunque in un percorso che continua a coinvolgere istituzioni, cittadini e opinione pubblica, mantenendo viva la memoria e il bisogno di verità su una vicenda che ancora oggi interroga le coscienze.










