La vittoria del “no” al referendum sulla riforma della Giustizia apre una fase di riflessione per il governo, ma senza strappi. È la linea indicata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto a Manduria all’iniziativa di Bruno Vespa, Forum della Cucina italiana, che invita a leggere il risultato come un segnale politico da gestire con equilibrio.
“Nessuna crisi, solo aggiustamenti”
Il ministro chiarisce subito l’impostazione dell’esecutivo: “Dopo la vittoria del no ci sono ovviamente degli aggiustamenti di rotta rispetto a un dato significativo che ha visto prevalere il no. Obiettivamente non si può che prendere atto di questo risultato”.
Nessuna crisi di governo, però. “Il governo continua la sua azione: saranno le elezioni a determinare l’apprezzamento per quelli che a quel punto saranno cinque anni di governo, così come deve essere”, sottolinea, ribadendo come la stabilità resti un valore centrale.
Stop a elezioni anticipate e lettura politica del voto
Lollobrigida esclude anche l’ipotesi di un ritorno alle urne: “Non mi risulta e non mi sembra che stiano chiedendo neanche dall’opposizione”. Poi attacca sul piano politico: “Le opposizioni vantano il risultato del no come fosse una loro vittoria. Hanno contribuito certamente, ma dall’altra parte non c’erano controproposte”.
Una lettura che punta a ridimensionare il peso strategico del voto referendario, riportandolo su un piano più tecnico che politico.
Il nodo Turismo dopo le dimissioni di Santanchè
Resta aperto il capitolo del ministero del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, ma anche in questo caso il ministro invita alla prudenza.
“Si sta ragionando su come affrontare la vicenda”, spiega, aggiungendo però che “non è questo il momento per discutere di nuovi incarichi”. E sul possibile rimpasto precisa: “Non è che si stia parlando di rimpasti di natura epocale”.
Quanto al suo ruolo personale, Lollobrigida si dice disponibile: “Se dovesse servire, il mio posto è sempre a disposizione”, ma senza che ci siano pressioni in tal senso.
Economia e contesto internazionale
Nel suo intervento, il ministro ha poi spostato l’attenzione sull’economia, sottolineando le difficoltà legate allo scenario globale. “La condizione internazionale è penalizzante: c’è una guerra che speriamo finisca presto. Questo influisce sulla vita dei cittadini, crea instabilità e riduce i consumi”.
Da qui la difesa delle politiche del governo: “Siamo intervenuti con la riduzione delle accise, mantenendo il costo del carburante tra i più bassi d’Europa”. E ancora: “Stiamo facendo tutto il possibile per mantenere una situazione di bilancio che dia dell’Italia l’immagine di una nazione stabile e seria”.
Export record e centralità dell’agroalimentare
Nel finale, il ministro ha rivendicato i risultati del settore agroalimentare, definito strategico per il Paese. “Quest’anno tocchiamo il record di export, 72,4 miliardi nell’agrifood”.
Un dato che si lega al valore della cucina italiana nel mondo: “È un patrimonio dell’umanità che va difeso nella sua complessità”. E conclude con una sintesi significativa: “La nostra più grande rete vendita sono i ristoranti italiani nel mondo, perché fare ristorazione italiana senza prodotti italiani è una barzelletta”.















