Una “deriva politocentrica” che svuota la partecipazione e trasforma la Consulta per l’Ambiente in un organismo sotto il controllo diretto della politica. È durissimo l’attacco del WWF Foggia contro il nuovo regolamento approvato dagli uffici comunali, ritenuto un passo indietro rispetto al lavoro condiviso nei mesi scorsi con le associazioni del territorio.
Secondo l’organizzazione ambientalista, quello che avrebbe dovuto essere uno spazio di confronto democratico si è trasformato in un sistema “blindato”, con il civismo relegato a un ruolo marginale.
Le contestazioni sul nuovo regolamento
Nel dettaglio, il WWF evidenzia una serie di modifiche che cambierebbero radicalmente l’impostazione originaria della Consulta. In primo luogo, la presidenza: nella proposta condivisa doveva essere eletta liberamente dall’assemblea tra tutti i componenti, mentre il nuovo regolamento stabilisce che possa essere scelta solo tra i membri “di diritto”, cioè esponenti politici.
Un altro nodo riguarda il diritto di voto. La bozza iniziale prevedeva un voto per ogni associazione, garantendo pari dignità tra i partecipanti. Il testo approvato, invece, assegna il potere decisionale esclusivamente alla componente politica, riducendo le associazioni a semplici partecipanti senza reale incidenza.
Infine, anche la gestione interna – dalla nomina del segretario alla redazione dei verbali – sarebbe stata sottratta alla rotazione tra le associazioni e attribuita direttamente alla politica.
Le parole di Marrese
Durissimo il commento del presidente del WWF Foggia, Maurizio Marrese, che parla apertamente di “presa in giro”.
“Abbiamo lavorato per mesi a una bozza costruita sulle migliori esperienze nazionali, ma il regolamento approvato non ha eguali per chiusura. Sembra scritto per la Corea del Nord per quanto è anti-democratico. La politica ha scelto di barricarsi nel proprio fortino, trasformando la Consulta in un piccolo consiglio comunale”, afferma.
“Tradito lo spirito dello Statuto”
Secondo il WWF, il nuovo regolamento tradirebbe anche lo spirito dello Statuto comunale, in particolare l’articolo 47 dedicato alle consultazioni, che prevede organismi capaci di operare in autonomia.
Un principio che, secondo l’associazione, verrebbe meno nel momento in cui a presiedere e decidere sono gli stessi soggetti che siedono in giunta o in consiglio comunale.
Le possibili iniziative
Il WWF Foggia annuncia di non voler “avallare un simulacro di partecipazione” e apre alla possibilità di iniziative congiunte con le altre associazioni per chiedere il ripristino dei principi originari di democrazia e parità.
La vicenda si inserisce in un contesto già delicato sul tema della partecipazione civica, aprendo un nuovo fronte di tensione tra amministrazione e realtà del territorio.









