Concessi gli arresti domiciliari a Raffaele Tolonese, storico esponente della “Società Foggiana”, mentre la procura accelera sull’iter giudiziario per evitare la scarcerazione per decorrenza dei termini. L’udienza preliminare è stata fissata per il 7 maggio, passaggio decisivo nel procedimento che riguarda il boss 67enne.
La decisione del giudice
Il provvedimento arriva nelle more della fissazione dell’udienza preliminare. Tolonese, detenuto a Catanzaro, ha ottenuto i domiciliari a Foggia dopo che il giudice ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari.
Una decisione che si inserisce in un quadro processuale delicato, segnato dalla necessità di evitare che i termini di custodia cautelare possano scadere prima dell’avvio del processo.
Le accuse e l’inchiesta
Il capoclan, noto con il soprannome “Rafanill”, è accusato di violazione della sorveglianza speciale. Secondo gli investigatori, tra giugno e agosto 2024 sarebbe stato più volte a Foggia, nonostante l’obbligo di soggiorno a Orta Nova.
Le presunte violazioni sarebbero state documentate attraverso video e fotografie che lo ritrarrebbero mentre si recava in agenzie di pompe funebri e in un circolo cittadino.
Tolonese risulta estraneo all’attività di spaccio di droga al centro della più ampia inchiesta antidroga che ha portato all’arresto di 33 persone, compreso il figlio Leonardo, ma la sua posizione è stata stralciata proprio per consentire una più rapida definizione processuale.
Il percorso criminale
Figura storica della criminalità organizzata foggiana, Tolonese ha scalato le gerarchie della “Società” dagli anni Ottanta e Novanta fino a diventare capo di uno dei tre clan nel 2006.
Era tornato in libertà nel marzo 2023 dopo aver scontato circa dieci anni di carcere per reati di mafia, droga, armi, ricettazione e riciclaggio, nell’ambito del maxi-processo “Corona”.
La strategia della difesa
Il difensore, Paolo Ferragonio, alla luce delle prove raccolte – ritenute evidenti perché basate su video e foto – starebbe valutando la richiesta di rito abbreviato davanti al gup. Una scelta che consentirebbe, in caso di condanna, di ottenere uno sconto di pena pari a un terzo.
Verso il processo
La procura ha chiesto il rinvio a giudizio proprio per evitare che Tolonese potesse tornare completamente libero per decorrenza dei termini. Ora l’attenzione è rivolta all’udienza del 7 maggio, che dovrà chiarire il futuro giudiziario del boss foggiano.
Nel frattempo, il ritorno ai domiciliari segna un nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria di una delle figure più note della criminalità organizzata locale.









