Diventano definitive le condanne nel processo “Goldfinger”, l’inchiesta sul clamoroso furto da 15 milioni di euro nel caveau del Banco di Napoli (oggi Intesa Sanpaolo) di piazza Puglia a Foggia, messo a segno tra il 9 e l’11 marzo 2012.
La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato le condanne inflitte dalla Corte d’appello di Bari il 16 aprile 2024, respingendo i ricorsi presentati dagli imputati.
Il colpo da 15 milioni nel caveau
Il processo riguardava uno dei furti più clamorosi avvenuti in città. La banda riuscì a entrare nel caveau della banca senza lasciare segni di scasso, eludendo i sistemi di sicurezza e oscurando le telecamere.
Nel fine settimana tra il 9 e l’11 marzo 2012 vennero svaligiate 165 cassette di sicurezza sulle 500 presenti, mentre altre 150 risultarono manomesse ma non aperte. Il bottino tra denaro e preziosi fu stimato in circa 15 milioni di euro, mai recuperati.
L’operazione venne scoperta solo la mattina del 12 marzo 2012, quando per accedere al caveau fu necessario l’intervento di tecnici che dovettero forare il muro della stanza blindata.
Le condanne definitive
Con la decisione della Cassazione diventano definitive le pene per gli imputati coinvolti nel processo. Tra questi Olinto Bonalumi, 65 anni, foggiano, ritenuto la mente della banda e soprannominato l’“Arsenio Lupin” di Foggia, condannato a 13 anni di reclusione per il furto nel caveau del Banco di Napoli e per il tentato colpo nel caveau delle gioiellerie Sarni al centro commerciale Mongolfiera. L’uomo, super noto alle cronache, è stato arrestato a Roma a inizio 2025 dopo circa quattro anni di latitanza. Condanna definitiva anche per Federico De Matteis, 35 anni, foggiano, a 8 anni di reclusione per il furto in banca.
Tra gli altri imputati figurano Franco Papa, 74 anni, romano, condannato a 5 anni e 8 mesi; Domenico Di Sapio, 55 anni, foggiano, guardia giurata, condannato a 6 anni; Gennaro Rendine, 33 anni, foggiano, anche lui guardia giurata, condannato a 6 anni.
Condannati inoltre Venturo Ricchiuti, 43 anni, foggiano, a 3 anni e 10 mesi per riciclaggio di parte del bottino; Patrizia Di Biase, 62 anni, foggiana e moglie di Bonalumi, a 4 anni; e Corrado Folchino, 63 anni, foggiano, a 5 anni per ricettazione.
Il tentato furto alle gioiellerie Sarni
L’inchiesta riguardava anche il tentato furto di circa 20 chili d’oro dal caveau delle gioiellerie Sarni nel centro commerciale Mongolfiera, colpo sventato dalla squadra mobile di Foggia a fine agosto 2012.
Gli investigatori, che da tempo seguivano i movimenti della banda, individuarono un covo in un ristorante al Villaggio Artigiani e fecero irruzione impedendo il nuovo assalto.
Dalla maxi operazione al processo
Le indagini portarono al blitz “Goldfinger” del 10 marzo 2015, con 13 arresti tra carcere e domiciliari. Il processo di primo grado, durato otto anni, si concluse il 7 settembre 2023 con diverse condanne e alcune prescrizioni. In appello i giudici ridussero il numero degli imputati ma confermarono sostanzialmente il quadro accusatorio.
Con la decisione della Cassazione arriva ora la parola definitiva della giustizia su una delle vicende criminali più clamorose della storia recente di Foggia.











