Un momento di confronto pubblico per approfondire i contenuti della riforma della giustizia e le ragioni del No al referendum. Si è svolto al Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza” l’incontro promosso dalla federazione provinciale del Partito Democratico e dai Giovani Democratici di Foggia, che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo giuridico, accademico e associativo.
Gli interventi e il confronto sulla riforma
Ad aprire l’iniziativa sono stati Alessandro Fiore, segretario cittadino dei Giovani Democratici di Foggia, e Pierpaolo D’Arienzo, segretario provinciale del PD Capitanata.
Al centro dell’incontro un approfondimento tecnico sulle implicazioni della riforma della giustizia. Sono intervenuti Giuseppe Mongelli, magistrato in servizio presso la Procura di Foggia, Gianpaolo Impagnatiello, professore di Procedura civile all’Università di Foggia, Michele Galante, presidente dell’ANPI, e Domenico Rizzi, presidente dell’ARCI Foggia. Il dibattito è stato moderato dal praticante avvocato Stefano Pastucci.
Le critiche alla riforma
Nel corso degli interventi sono state evidenziate alcune criticità della riforma sottoposta a referendum. In particolare, secondo i relatori, il testo rischierebbe di incidere sull’equilibrio tra i poteri dello Stato senza affrontare i problemi strutturali del sistema giudiziario italiano, come la durata dei processi e la carenza di risorse e personale.
Le conclusioni di Piemontese
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate all’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Raffaele Piemontese, che ha sottolineato l’importanza di riportare il dibattito nel merito delle questioni, superando slogan e semplificazioni.
Secondo il Partito Democratico, la riforma non migliorerebbe il funzionamento della giustizia e potrebbe indebolire alcune garanzie fondamentali previste dalla Costituzione. Per questo il partito ha ribadito il proprio sostegno al No e ha invitato cittadini ed elettori a partecipare al voto e al confronto pubblico nelle settimane che precederanno la consultazione referendaria.












