Il dibattito sulle strisce blu ai Campi Diomedei torna ad accendersi dopo le dichiarazioni del consigliere comunale Nicola Formica. A intervenire è l’avvocata Miriam Ventura, referente territoriale per Foggia dell’associazione Nuova Era ed Ambiente e Vita, che definisce l’attuale gestione della sosta “penalizzante per cittadini e lavoratori”.
“Auto trattata come voce di bilancio”
Secondo Ventura, la discussione pubblica si starebbe concentrando su aspetti marginali, come lo spostamento degli stalli e la tutela degli incassi, trascurando invece l’interesse reale della comunità.
“La discussione sembra concentrarsi prevalentemente sui piccoli spostamenti di stalli e sulla salvaguardia degli incassi, trascurando il reale interesse dei cittadini. Trattare l’auto solo come una voce di bilancio rischia di gravare ingiustamente su chi vive e lavora in città”, afferma.
Per l’esponente dell’associazione, lo spostamento delle strisce blu dai Campi Diomedei alle vie limitrofe non risolverebbe le criticità strutturali del traffico urbano, ma finirebbe per trasferire la pressione economica da una zona all’altra, senza modificare un sistema ritenuto poco funzionale.
La proposta dell’“Autoasilo”
Nuova Era ed Ambiente e Vita rilancia così la proposta dell’“Autoasilo”, un modello che punta a sottrarre alcune aree alla logica del pagamento, restituendole a una funzione di servizio collettivo.
“L’Autoasilo rappresenta la possibilità di creare aree ‘liberate’ dove la sosta non sia un bene di lusso, ma un servizio sociale gestito nell’interesse dei cittadini”, spiega Ventura. “Significa permettere ai residenti, ai lavoratori e alle famiglie di sostare senza pagare, in aree condivise e autogestite, con regole trasparenti ed eque per tutti”.
Secondo l’associazione, in un contesto in cui lo spazio pubblico viene progressivamente monetizzato, occorre aprire una riflessione più ampia sulla mobilità urbana e sulla funzione sociale della città.
“Superare la logica dello spostamento”
L’invito rivolto all’amministrazione comunale è quello di andare oltre il semplice riposizionamento degli stalli a pagamento e di avviare un confronto su modelli di sosta più equi e accessibili.
Per Ventura, la soluzione passa da un vero cambio di paradigma nella gestione della mobilità urbana, capace di conciliare esigenze economiche e diritti dei cittadini, mettendo al centro il servizio e non esclusivamente gli incassi.










