“Sono particolarmente lieto di essere nell’università di Foggia, per la prima volta nella mia vita, a portare testimonianza della Corte costituzionale che è istituzione fondamentale nella nostra Repubblica nella tutela dei diritti delle persone. Oggi mi limiterò a riassumere sinteticamente il senso e il contenuto delle nostre decisioni, e vorrò ascoltare le domande e le inquietudini dei ragazzi, cercando di dare loro il senso del ruolo e dei limiti dell’intervento della Corte Costituzionale, istituzione apartitica e apolitica con il compito di fissare le regole del gioco, di tracciare dei limiti entro i quali la politica, attraverso il normale funzionamento della dialettica tra maggioranza e minoranza, è chiamata a fornire soluzioni concrete ed operative”. Lo ha detto Francesco Viganò, vicepresidente della Corte Costituzionale e ordinario di Diritto penale all’università Bocconi, partecipando questo pomeriggio a Foggia alla tavola rotonda ‘Fine vita e diritto-un dialogo con Francesco Viganò’, organizzato dall’università di Foggia.
Con Viganò si confrontano, sui profili e sui problemi etico-giuridici del fine vita, cinque giuristi dell’Accademia italiana. L’evento è pensato come un’occasione di approfondimento e confronto interdisciplinare sull’evoluzione dell’ordinamento e sull’approccio del potere pubblico, tra legislatore statale e regionale, rispetto alle principali questioni bio-giuridiche del fine vita. (Ansa)











