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Home - Cimitero di Foggia, la società fa chiarezza: “Emergenza loculi, ma tutto avviene con regole e controlli rigorosi”

Cimitero di Foggia, la società fa chiarezza: “Emergenza loculi, ma tutto avviene con regole e controlli rigorosi”

Dalle estumulazioni straordinarie al trattamento dei resti, fino allo smaltimento certificato dei materiali: la Progetto Finanza di Capitanata spiega le attività in corso e respinge le accuse circolate sulla stampa

Di Francesco Pesante
29 Gennaio 2026
in Cronaca, Foggia
cimitero di Foggia tempio crematorio
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La crisi degli spazi al cimitero di Foggia è ormai una realtà quotidiana, con loculi praticamente esauriti e una pressione crescente sui servizi. A fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza è la Progetto Finanza di Capitanata, la società guidata da Trisciuoglio e Insalata, impegnata da anni nei servizi cimiteriali cittadini.

L’azienda descrive un contesto complesso, segnato da carenza strutturale di posti e dalla necessità di operazioni straordinarie, ma anche da procedure amministrative e sanitarie svolte “con serietà e nel pieno rispetto delle norme”.

La crisi degli spazi e il piano straordinario di estumulazioni

Il nodo principale resta quello dei loculi: i pochi ancora disponibili si trovano soprattutto nelle cripte, mentre la parte più recente del cimitero risulta ormai satura.

Per recuperare posti, dal 2021 è attivo un programma sistematico di estumulazioni legato alle concessioni scadute. Il contratto dura 30 anni ed è rinnovabile una sola volta: molte concessioni risalgono addirittura agli anni Cinquanta.

Secondo quanto spiegato dall’azienda, questa leva di recupero sta però arrivando al limite: la retroattività dei 30 anni potrà essere esercitata ancora solo fino a maggio o giugno, dopodiché non sarà più possibile liberare spazi con lo stesso meccanismo.

Cremazioni in aumento, ma non sufficienti a risolvere l’emergenza

La cremazione rappresenta un aiuto solo parziale. A Foggia, spiegano i responsabili, incide su una quota ancora ridotta della mortalità cittadina, “un ventesimo o un trentesimo”, e dunque non basta a compensare la mancanza di loculi.

Inoltre, più ci si avvicina alla soglia dei 30 anni, più aumenta il rischio che i resti risultino “non consunti”, con la necessità di inumazione per ulteriori cinque anni. Una prospettiva che aggrava ulteriormente la pressione sui campi a terra, già dichiarati “in completa fase di esaurimento”.

Le procedure: notifiche, ordinanze e rispetto rigoroso delle norme

L’azienda sottolinea che ogni estumulazione segue passaggi amministrativi precisi. Prima viene inviato un preavviso ai concessionari tramite raccomandata, accompagnato da avvisi affissi sulle lapidi e nelle cappelle. Ai familiari viene concesso un tempo di tre-cinque mesi per presentarsi.

Solo dopo questa fase interviene l’ordinanza comunale, pubblicata all’Albo Pretorio e resa visibile anche in bacheca e sul sito istituzionale. Sul piano operativo, la distinzione è netta: se il defunto risulta “consunto”, i resti vengono raccolti e collocati nell’ossario comune, con possibilità per i parenti di recuperarli entro un periodo stabilito.

Se invece risulta “non consunto”, la legge impone l’inumazione per cinque anni in campi specifici individuati dal Piano regolatore cimiteriale.

Smaltimento dei materiali: “Nulla lasciato in piazza, tutto certificato”

Uno dei punti più delicati riguarda lo smaltimento dei rifiuti da estumulazione. Su questo, la società respinge ogni accusa e rivendica un sistema tracciato e verificabile.

I materiali vengono separati con attenzione: legno, zinco e metalli vengono raccolti in big bag distinti e trasferiti in un’area chiusa e riservata.

Il ritiro avviene con cadenza mensile tramite ditte specializzate. Lo zinco viene anche lavato con un trattamento specifico per neutralizzare gli odori, una pratica che – sottolineano – non tutti i cimiteri adottano, ma che a Foggia viene svolta “per bene”, richiamando la documentazione disponibile e i controlli possibili in ogni momento.

La difesa dalle accuse: “Foto vecchie e ricostruzioni strumentali”

La società respinge con fermezza le accuse circolate sulla stampa, definite “diffamatorie e decontestualizzate”. Alcune immagini utilizzate, spiegano, risalirebbero addirittura al 2019 e non descriverebbero la situazione attuale.

Quanto alla gestione del personale, l’azienda afferma che gli operai sono “tutti assunti e in regola”, con formazione recente e valutazioni dei rischi aggiornate.

Viene inoltre citato un procedimento giudiziario in corso, definito “assurdo”, ma rispetto al quale la società ribadisce che “alla fine parleranno i documenti”.

Un servizio sotto pressione, tra emergenza e richieste straordinarie

La Progetto Finanza di Capitanata opera da due anni in regime di proroga, in attesa della nuova gara d’appalto. Nel frattempo, la gestione quotidiana è resa complessa anche da richieste straordinarie, tumulazioni in orari atipici e interventi aggiuntivi per garantire decoro e ordine.

Dalle pulizie delle cappelle fino ai sistemi installati contro l’ingresso dei piccioni, l’azienda rivendica un impegno costante anche oltre le competenze strettamente previste.

Il tempio crematorio e la razionalizzazione degli spazi

Sul fronte della cremazione, l’azienda descrive un processo tecnico rigoroso, con spazi dedicati come la sala del commiato e procedure avanzate per il trattamento delle ceneri.

La possibilità di collocare più urne nello stesso vano o riunire resti di coniugi in un’unica sistemazione rappresenta una delle poche strade per razionalizzare gli spazi residui.

Nel complesso, la società ribadisce la volontà di operare con trasparenza in un contesto definito di “emergenza strutturale”, dove la carenza di posti impone scelte difficili, ma sempre nel rispetto delle norme e della dignità dei defunti.

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Tags: cimitero Foggiacremazioneemergenza loculiestumulazionigestione rifiutiInsalataProgetto Finanza di CapitanataServizi cimiterialiTrisciuoglio
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