La nomina di Graziamaria Starace ad assessora regionale al Turismo della Puglia viene accolta con favore da Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento politico Cambia. Un giudizio positivo che, però, si accompagna a una critica durissima all’Amministrazione comunale foggiana, accusata di immobilismo e totale assenza di visione sul fronte turistico.
Secondo Angiola, la scelta operata dal presidente Antonio Decaro riconosce competenza ed esperienza e potrebbe rappresentare un’occasione importante anche per Foggia, a patto che il Comune sappia coglierla.
Il giudizio sull’amministrazione comunale
L’esponente di Cambia auspica che dalla Regione possano arrivare suggerimenti e supporto concreti all’amministrazione comunale e, in particolare, all’assessora alla Cultura e al Turismo Alice Amatore. Il bilancio tracciato dopo oltre due anni di governo della città viene definito “impietoso”.
Per Angiola, sul turismo “non è stato fatto praticamente nulla”. Al netto di alcuni grandi eventi in piazza Cavour, giudicati costosi e non strutturali, e del progetto del Museo Giordaniano, avviato durante la gestione dei commissari straordinari, l’Amministrazione non avrebbe prodotto alcuna politica organica in materia.
Turismo religioso e Giubileo, l’occasione mancata
Particolarmente severo è il giudizio sul turismo religioso. Angiola parla di una “assenza totale di strategia” e denuncia la mancata costruzione di una sinergia con il Santuario dell’Incoronata.
Il riferimento è al Giubileo 2025, che ha portato a Roma 33 milioni di pellegrini provenienti da 185 Paesi. A Foggia, secondo il consigliere comunale, il risultato è stato emblematico: nessun pellegrino organizzato, nessun percorso strutturato, nessuna iniziativa, nemmeno a livello nazionale.
Un dato che, per Angiola, rappresenta “un capolavoro al contrario”, soprattutto alla luce della presenza in città di luoghi identitari come la Cattedrale, la Chiesa dei Morti, il Convento di Sant’Anna e il Cappellone delle Croci, rimasti fuori da qualsiasi politica di valorizzazione.
Le proposte e l’accusa di mancanza di visione
Secondo Angiola, il problema di fondo è politico e amministrativo. L’attuale amministrazione, a suo giudizio, non avrebbe una reale idea di cosa significhi valorizzare una città dal punto di vista turistico e culturale.
Le proposte, ricorda, esistono da tempo e sono state presentate sia nel programma #Foggiapiù, quando fu candidato sindaco, sia successivamente in Consiglio comunale. Un progetto che punta a fare di Foggia una capitale regionale del cibo di qualità e dell’agroalimentare, anche attraverso il rilancio della Fiera di Foggia come volano turistico. Accanto a questo, la valorizzazione dell’eredità federiciana, con musei dedicati a Federico II, il recupero di ipogei e camminamenti storici, iniziative di rievocazione storica e una maggiore attenzione ai luoghi simbolici della città.
Nel pacchetto di idee rientrano anche la pedonalizzazione di viale XXIV Maggio, il rilancio dell’Osservatorio meteo-sismico Nigri e la realizzazione di un grande simbolo identitario ispirato alla figura di Federico II.
“Il turismo è una politica industriale”
Per Angiola, il turismo non può essere ridotto a folklore o improvvisazione. È una vera politica industriale territoriale, capace di produrre sviluppo, reddito e occupazione. Continuare a ignorarla, soprattutto in un territorio fragile come quello foggiano, significa condannare la città all’irrilevanza.
Il giudizio finale è netto. “Foggia merita di più”, conclude il consigliere comunale. “Merita competenza, visione e capacità di governo. Questa Amministrazione comunale non è all’altezza”.










