C’è una richiesta semplice e potente nella letterina di Natale scritta da Giovanni, bambino di 9 anni di Foggia. Nessun gioco, nessun regalo personale, ma una domanda che guarda al bene comune: più poliziotti per proteggere la città. Un messaggio che il piccolo ha voluto consegnare di persona al questore di Foggia, Alfredo D’Agostino, che lo ha ricevuto nel pomeriggio dopo averlo invitato a ritirare il calendario della polizia.
La letterina consegnata in questura
“Sono piccolo e soldi non ne ho, però chiedo se possono mandare più poliziotti per proteggere la città”. È uno dei passaggi più significativi della lettera, nella quale Giovanni racconta anche di non sapere a chi indirizzare una richiesta così grande: “Non so a chi devo mandare questa richiesta, forse alla Meloni oppure a Mattarella che mia sorella ha detto essere a capo della nostra nazione”. E poi il desiderio che guarda al futuro: “Gli chiederò anche se mi fa diventare da grande un poliziotto oppure un carabiniere”.
Parole che, nella loro semplicità, restituiscono la percezione di insicurezza vissuta anche dai più piccoli e il bisogno di protezione avvertito nella quotidianità.
L’incontro con il questore
Il questore Alfredo D’Agostino ha accolto Giovanni negli uffici della questura, trasformando una letterina natalizia in un momento istituzionale carico di significato. Un gesto che ha dato ascolto e dignità a una voce infantile, capace però di farsi portavoce di un sentimento diffuso in città.
Un gesto che affonda le radici nel passato
Quello di Giovanni non è un episodio isolato. Nel 2023 il bambino chiamò il 112 per complimentarsi con i carabinieri dopo l’arresto dell’uomo accusato dell’omicidio di una tabaccaia, uccisa durante una rapina. In quell’occasione, parlando con i militari, disse: “Siete angeli”, esprimendo già allora il sogno di indossare un giorno una divisa.
Il regalo chiesto per tutta la città
“Ho pensato di chiedere questo regalo di Natale per la Polizia affinché ci siano più poliziotti a difendere il territorio”, ha spiegato Giovanni. Una frase che supera l’età di chi la pronuncia e che diventa il riflesso di una comunità che chiede maggiore sicurezza e presenza dello Stato.
La letterina di un bambino si trasforma così in un messaggio pubblico, capace di raccontare Foggia attraverso lo sguardo più puro e diretto che ci sia.











