Si è insediato nell’Aula Consiliare di Palazzo di Città, l’Urban Center Foggia. Per il primo incontro è stata fitta la partecipazione di imprenditori edili, categorie produttive, associazioni, tecnici professionisti e liberi cittadini. Presente anche il presidente dell’Ance Ivano Chierici che da tempo auspicava un maggiore coinvolgimento dell’Ente nelle materie dell’urbanistica e del Pug.
A presiedere l’Urban Center colui che più di tutti si è battuto per la sua costituzione, il pentastellato ingegner Giovanni Quarato, presidente della Commissione Ambiente e Territorio.
“Siamo in prima linea per promuovere spazi pubblici innovativi, partecipativi e realmente aperti alla cittadinanza. L’Urban Center sarà uno spazio aperto ai cittadini e agli stakeholder, fondato su trasparenza, legalità, dialogo e condivisione”, ha detto Quarato. L’obiettivo è formulare dentro l’Urban Center proposte e idee progettuali per il Pug e per altri interventi dentro la città a cominciare dalla riqualificazione del centro.
L’Urban Center sarà ci composto dall’Assemblea dei partecipanti, dal consiglio direttivo e dai coordinatori. “Sarà un luogo dinamico e sarà sempre favorita la partecipazione di persone fisiche giuridiche, di rappresentanze politiche, associazioni. Le tematiche possono essere polivalenti
Il segretario generale garantisce legittimazione. Il nostro lessico si è sempre contraddistinto in ascolto e partecipazione”, ha detto la sindaca Maria Aida Episcopo.
Si augura una partecipazione ex ante e non ex post il capogruppo dei Fratelli d’Italia Claudio Amorese, vicepresidente della commissione consiliare Ambiente e Territorio.
Ha ricordato il ruolo del nodo intermodale Pasquale Cataneo che da esperto trasportista ha rammentato gli 88 pullman in arrivo nel piazzale e quanto lo strumento dell’Urban Center possa favorire maggiori efficienze.
Tante le progettualità di cui l’organismo potrà farsi portavoce. Antonio Lo Conte di Anpis, in virtù della riforma del Terzo Settore ha inquadrato lo strumento di partecipazione urbanistica dentro la cornice demografica e del welfare.
“I bisogni di persone sono diversi, i vulnerabili per la qualità della vita hanno esigenze diverse. L’housing sociale va valutato nel suo impatto sociale per gli anziani in una città che invecchia. Non possiamo certo tutti vivere nelle rssa”.









