Un 25 novembre in marcia per testimoniare la lotta contro la violenza di genere. Nella Giornata contro la Violenza contro le donne, Unifg insieme alle istituzioni ha organizzato un corteo a Foggia da Via Arpi a Piazza Giordano, “Facciamo rumore” indirizzato a donne e uomini che non vogliono restare indifferenti per ribadire che la violenza non ha spazio e che ogni persona deve sentirsi riconosciuta, ascoltata e protetta, come ha dichiarato Barbara De Serio, direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici e promotrice dell’iniziativa.
La manifestazione realizzata in collaborazione con numerosi enti e associazioni della Capitanata e finanziata dai centri antiviolenza “Carmela Morlino” e “Impegno Donna”, nell’ambito del programma “R.I.S.A.L.T.O.” e del progetto PRO-BEN, ha fornito molti momenti di riflessione. Soprattutto grazie alle parole politiche di Matteo Morlino, ex amministratore della città e padre di Carmela vittima di femminicidio.
Morlino ha stigmatizzato l’inefficienza delle istituzioni che lasciano sole le donne. La legge, il codice rosso e altre misure per allontanare i violenti sono spesso disattese. Chi resta rimane solo. “Se non avessimo avuto le buonuscite mia e di mia moglie non avremmo potuto prenderci cura dei bambini, come fa chi non ha possibilità?”, è stata la consapevolezza finale di Morlino.
Grande la determinazione della prorettrice Donatella Curtotti per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La docente ha sottolineato come cortei come quello di oggi rappresentino il coraggio e l’impegno collettivo necessario nel contrastare ogni forma di violenza di genere.
Nella giornata del 25 novembre sono state distribuite agli esercenti della città delle vetrofanie che riportano i numeri di telefono dei centri antiviolenza (CAV), un gesto concreto per ricordare che esistono risorse immediatamente accessibili per chi è vittima di violenza o stalking.
“Facciamo rumore” è stato un invito a esserci, a camminare, a farsi vedere e sentire.















