È stato intenso il dialogo che gli imprenditori foggiani nella sede di Confindustria, presieduti da Tito Salatto, hanno avuto con il candidato presidente della Regione Puglia del centrodestra Luigi Lobuono.
Attività estrattiva, agroalimentare, edilizia, energia. Tutti i vari presidenti di sezione hanno interloquito con il candidato esponendo criticità e punti di forza del mondo imprenditoriale di Capitanata.
“Noi abbiamo delle filiere importantissime, pomodoro, grano, uva, olio. Un quarto delle esportazioni pugliesi sono nostre, serve maggiore valore aggiunto. Non ci servono contributi e aiuti, potenziate le azioni sulla logistica e le politiche di internazionalizzazione e marketing.Nel vostro programma c’è un progetto differente dei programmi attuati sin d’ora?”, è stata la domanda della presidente Teresa Sassano.
Il presidente Pasqua ha chiesto un maggior peso delle categorie industriali nei CDA dei Consorzi. Giuseppe Azzariti del Settore terziario ha rilevato la scarsità di infrastrutture immateriali e di servizi per collettività come fattore abilitante.
Netta la visione del decano Eliseo Zanasi: “Ho ascoltato molti dibattiti, c’è un punto importante per la Puglia che è l’attrattivita’ degli nostri territori. Abbiamo bisogno di attrarre nuovi imprenditori. E abbiamo bisogno di tanta tanta sicurezza un tema che ci assilla e che va a depauperare il nostro patrimonio. Sono rimasto impressionato da Edison che aprirà la casa dei mestieri, perché hanno capito che senza una particolare manodopera non si fa impresa e innovazione”.
Molto forte l’intervento di Antonella Pasqualicchio della sezione delle energie rinnovabili. La Transizione energetica è la Capitanata. “Siamo i primi in Italia per potenza eolica istallata. La Puglia ha potenza eolica per il 77 per cento in Italia. Il sole e il vento non sono slogan da noi, ma investimenti e gettito. Ma cosa è successo in questo settore ormai tradizionale per noi? Non c’è stato il fenomeno della filiera industriale. Perché Vestas produce a Taranto e tutte le turbine prodotte invece vengono montate qui da noi? Le intelligenze ci sono. Mio padre è stato pioniere, il primo in Italia a installare impianti nel 1989 ad Accadia tanto che Enea gli ha intitolato prodotti in suo nome. Oggi mi ritrovo a scontare le stesse problematiche. Scontiamo tempi autorizzativi interminabili. Cosa chiederei io al nuovo governatore della Puglia? Servirebbe uno sportello unico che facesse da tavolo di coordinamento tra gli enti che devono dare pareri. Serve una mappatura delle aree idonee e un fast track per le riconversioni perché tra un po’ la Puglia sarà un cimitero di impianti, nessuno mi può autorizzare a smontare sine die. E finalmente un piano industriale, noi vogliamo produrre energia ma anche ricchezza per il territorio. Serve coraggio a voi politici, a noi non manca. Solo così potremo diventare la Green Factory d’Italia che ci spetta”.
Il presidente Salatto naturalmente ha argomentato sulla sanità. A suo avviso serve una discontinuità netta negli apparati dirigenziali regionali sulle politiche sanitarie.
“In pochissimi giorni sono stato catapultato in campagna elettorale”, ha detto candidamente Lobuono, che ha centrato molto il suo discorso sui trasporti, raccontando tanti aneddoti personali sulla mancanza di aerei e tratte ferroviarie dalla Puglia per Roma.
Promette se sarà eletto voli e treni certi, ha ribadito dinanzi al deputato Giandonato La Salandra e ai suoi candidati consiglieri presenti, Giannicola De Leonardis, Paolo Dell’Erba, Pasquale Cataneo, Nicola Gatta, Rita Montrone. “I vettori che vogliono arrivare qui devono garantire fasce di sicurezza a prezzi ragionevoli e calmierati”.
Attenzione per l’edilizia. “Le costruzioni sono il volano trainante dell’economia perché con loro riparte un indotto amplissimo. Vorrei fare partire un programma industriale dalle PMI alle grandi imprese. Il project financing viene spesso trascurato e invece va caldeggiato. Interi quartieri stanno collassando, perché il calcestruzzo ha un tempo. Dobbiamo fare ripartire tutta l’industria pugliese. Ho visitato aziende meravigliose ubicate in zone paurose. Ho sempre operato in squadra. Gestisco la distribuzione dei giornali in Puglia. Se ho un problema nelle consegne mi riunisco con i miei autisti. Quello che farò è istituire dei tavoli di lavoro permanenti con i responsabili di settore per comprendere tempi e iniziative. Ho una grande azienda in zona industriale a Bari e la sera è come il far west, Foggia peggio mi sento. Lo stesso vale per Taranto. Se noi fossimo al nord spaccheremmo il mondo. La Puglia vive in emergenza e ci siamo abituati a vivere senza acqua per i nostri campi. Abbiamo l’emergenza Xylella, il Salento è diventato lunare. Abbiamo l’emergenza delle lista di attese. È normale che chi deve fare una mammografia deve aspettare due anni? E i nostri Pronto Soccorso? Se ti salvi è perché ti dovevi salvare. Noi siamo costretti a vedere partire i nostri figli che partecipano ai concorsi e non li vincono mai. Sto facendo il possibile per avere il miglior risultato possibile. Sono partito un po’ in ritardo, ma mi piace ricordare l’Italia dei mondiali del 1982. Questa gara per me si chiude solo il 24 novembre”.








