Dopo l’oro rosso, l’oro verde e l’oro rosso in provincia di Foggia arriva l’oro bianco: il cotone biologico, sempre più richiesto dai principali colossi della moda italiana. Oggi è iniziata la raccolta in uno degli appezzamenti di Tommaso Luciani, agricoltore di San Marco in Lamis che con suo figlio Antonio, sta creando una vera è propria filiera di qualità. Il terreno si trova in agro di San Severo, tra la piana del Tavoliere e il Gargano.
Cotone 100% italiano grazie alla riscoperta di una fibra naturale che in Puglia coinvolge oltre 280 ettari in Capitanata, con prospettive di crescita annuali a 2 cifre, grazie alla riscoperta della coltivazione da parte del mondo agricolo che si è alleato con la moda che sempre di più cerca tessuti nazionali per le sue creazioni. È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base del report “2025, la rinascita del cotone italiano” diffuso in occasione dell’entrata in azione delle raccoglitrici di cotone nei campi del Foggiano.
Con la raccolta partita in ritardo – spiega Coldiretti Puglia – il cotone italiano 2025 è di qualità eccellente, anche per la nuova varietà a fibra lunga e media, con una resa superiore del 15% rispetto allo scorso anno e una produzione di oltre 40 quintali ad ettaro, con quotazioni pari a 180 euro al quintale se biologico e 140 – 160 euro al quintale se tradizionale, senza che gli agricoltori paghino il seme, la raccolta ed il trasporto grazie ai contratti con i grandi brand della moda. La coltivazione costa tra gli 800 e i 1.000 euro ad ettaro per la concimazione, l’irrigazione, la manodopera. “La risposta al cotone sintetico – afferma il direttore di Coldiretti Foggia, Lorenzo Belcapo – arriva dalla provincia di Foggia dove sta nascendo una interessante filiera grazie soprattutto a giovani agricoltori come i Luciani”.
“La rinascita della coltivazione del cotone rappresenta un segnale concreto della vitalità e della capacità di innovazione delle imprese agricole, sempre pronte a sperimentare e ad aprirsi a nuove frontiere produttive in grado di rispondere ai mutati bisogni dei consumatori”, dichiara Mario De Matteo, presidente di Coldiretti Foggia, nel sottolineare che “esperienze come questa dimostrano come la green economy in agricoltura possa tradursi in nuove opportunità di lavoro e in un volano di crescita sostenibile per i territori. La riscoperta di colture storiche, adattate alle sfide climatiche e di mercato attuali, contribuisce non solo a diversificare la produzione agricola, ma anche a rafforzare l’economia regionale, creando valore e occupazione nelle campagne”. A spiegare l’importanza di questa coltura sono i responsabili dell’azienda agricola Luciani, Tommaso e suo figlio Antonio che indossa una t shirt prodotta proprio con il cotone foggiano. “Siamo soddisfatti, è una coltura che non vuole molta acqua e si sta dimostrando redditizia, più del grano”.












