Un presidio pubblico per dire “no” ai farmaci prodotti dalla multinazionale israeliana TEVA. È quello organizzato dal Coordinamento provinciale Capitanata per la Pace, che si terrà venerdì 19 settembre dalle 12 alle 13.30 davanti all’ingresso del Policlinico Riuniti di Foggia (via Martiri di via Fani, angolo via Luigi Pinto).
L’evento rientra nella campagna nazionale “TEVA? No grazie!”, promossa dalla rete “Sanitari per Gaza” e da BDS Italia(Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e medici all’uso consapevole dei farmaci, invitandoli a preferire equivalenti di altre aziende quando possibile.
I contenuti del presidio
Durante la manifestazione verranno letti i nomi di una parte del personale sanitario ucciso a Gaza – secondo le stime tra 1.400 e 1.580 vittime a fine agosto 2025 – e saranno distribuite informazioni sulla campagna di boicottaggio.
Inoltre, ai medici sarà chiesto di sottoscrivere una Dichiarazione di impegno etico, con tre punti principali:
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non prescrivere farmaci TEVA laddove siano disponibili equivalenti di altre aziende;
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consigliare ai pazienti di scegliere alternative ai prodotti del gruppo israeliano;
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inviare un messaggio di protesta alle rappresentanze TEVA in Italia per rendere nota la propria scelta.
Al termine dell’iniziativa, il Coordinamento consegnerà alla Direzione Generale e alla Direzione Sanitaria del Policlinico Riuniti una richiesta formale di adesione al boicottaggio.
Il contesto internazionale
Il presidio avviene in giorni ritenuti particolarmente delicati dal Coordinamento, che richiama tre aspetti:
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la “azione genocidaria” delle forze armate israeliane a Gaza City;
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la necessità di sostenere la Global Sumud Flottilla, iniziativa internazionale nonviolenta;
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l’appello della società civile palestinese a intensificare la pressione del movimento BDS durante il weekend di Azione Globale, dal 18 al 21 settembre.
L’appello alla partecipazione
Il Coordinamento Capitanata per la Pace invita cittadini, personale sanitario e mezzi di informazione a partecipare e dare visibilità al presidio, definito “una iniziativa nonviolenta di solidarietà, giustizia e tutela della vita”.











