Tra il 10 e il 12 settembre sono attesi gli incontri tra i referenti dei vari movimenti e i potenziali candidati consiglieri e Antonio Decaro, candidato presidente della Regione Puglia per il campo largo progressista.
Il nodo è ancora tutto sugli emilianisti, ma sembra ormai certo, dopo un primo colloquio telefonico tra Decaro e i coordinatori, che le liste debbano essere 7: Pd, Avs, M5S, Per Decaro, Con, Antonio Decaro Presidente e Popolari e Iv insieme.
Dopo il passo indietro di Michele Emiliano c’è una svolta per CON del coordinatore provinciale Rosario Cusmai. In Capitanata sono tutti con lui. Da Pasquale Ciruolo, presidente della Commissione Bilancio al Comune di Foggia, ai vari eletti nei Comuni di Gargano e Monti Dauni. Compatti nel veder raggiunto l’obiettivo del 4%, mancato 5 anni fa con la lista Italia in Comune.
In altre province pugliesi gli emilianisti stanno per chiudere l’accordo con le forze più piccole come il Partito socialista, ma gli animi a Foggia sono abbastanza tesi. Bocche cucite sulla possibile indipendenza della lista CON. È tutto un borbottare “non è sicuro, bisogna aspettare, non si sa ancora niente”.
“Stiamo aspettando che Decaro ci chiami, per capire le forze piccoline che fine faranno. Avs dove a Foggia hanno Antonio De Sabato non ci vuole e noi non entreremo in altre liste senza patti chiari. Sarebbe meglio per noi misurarci con una nostra lista logata”, osserva il socialista Mino Di Chiara. Il simbolo del Psi deve essere esibito sempre, ma non si sa ancora dove sarà inserito.
I sostenitori dell’avvocato Giulio Scapato non vogliono portare acqua al mulino dei vari Cusmai, Antonio Tutolo, Sergio Clemente.
I due consiglieri uscenti quasi sicuramente correranno nella prima lista civica di Decaro, dove dovrebbe essere alloggiato anche Nunzio Angiola.
Correrà invece nella seconda lista, messa su dal presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, che ha il sostegno anche di Socialismo Dauno di Pino Lonigro, l’assessora viestana Graziamaria Starace.
Il pallottoliere è già in azione. Se Emiliano ottenne circa 30mila voti in più rispetto alla sua coalizione condannando all’irrilevanza due liste, Decaro è quotato 100mila voti in più rispetto al centrosinistra delle 7 liste.
Sono già tanti i candidati del centrodestra che dicono ai loro elettori di applicare il voto disgiunto. Ciò significa secondo i politici avvezzi alla matematica che per essere eletti occorre superare la quota del 5 per cento, che potrebbe coincidere in Capitanata con un bottino di circa 25mila voti a lista.











