Un episodio di violenza e paura quello raccontato da Salvatore Onorati, noto medico di Foggia ed ex presidente dell’Ordine dei Medici, che in un post sui social ha denunciato quanto avvenuto nei pressi della villa comunale.
La spranga e il panico in villa
Secondo la ricostruzione di Onorati, tutto sarebbe iniziato quando ha visto “un nordafricano con in mano una spranga con cui colpiva la cancellata della villa”. L’uomo avrebbe poi fatto irruzione all’interno cominciando a urlare e a distruggere le panchine in legno all’ingresso, generando il panico tra i presenti.
Onorati racconta di aver chiamato il 113: “Mi hanno chiesto l’indirizzo della villa comunale, poi mi hanno passato un altro numero a cui ho dovuto rispiegare tutto. Nel frattempo il soggetto usciva agitando la spranga e si incamminava verso l’isola pedonale colpendo tutto ciò che trovava davanti”.
L’intervento della folla e dei carabinieri
A quel punto una folla di cittadini avrebbe iniziato a seguirlo, ingrossandosi e mostrandosi sempre più inferocita. “Passa una macchina dei carabinieri – racconta il medico – la richiamiamo e scendono due giovani militari armati di sfollagente. Nel frattempo, sull’isola pedonale, un concittadino afferra da dietro l’uomo e lo sbatte a terra”.
Da lì la situazione rischia di degenerare: “La folla inferocita comincia a tempestarlo di pugni e calci, e senza l’intervento deciso dei carabinieri non so cosa poteva succedere. L’uomo era una maschera di sangue, dagli astanti salivano istinti belluini che solo una massa esasperata poteva manifestare”.
“Sicurezza fuori controllo, rischio far west”
Onorati non nasconde la sua preoccupazione: “La situazione sicurezza sta sfuggendo di mano ed il rischio oggi è il fai da te. Ho avuto paura del nordafricano con la spranga e ho avuto paura della folla inferocita”.
Il medico lancia un appello alle istituzioni: “Non so quali siano le soluzioni, quelle spettano a chi ha deciso di fare politica. A me, comune cittadino, resta il richiamo a fare in fretta, perché il far west non diventi la regola”.
Un racconto che accende i riflettori sul tema sicurezza a Foggia, in un clima già segnato da episodi di violenza e tensione sociale che rischiano di alimentare paura e giustizia sommaria.









