Un Ferragosto anomalo per il 2025, con prenotazioni in calo non solo nei lidi ma anche nei ristoranti. Come riportato da Repubblica Bari, rispetto alla scorsa estate la flessione nei locali del capoluogo di regione è di almeno il 30%, un dato in linea con la crisi che ha già fatto registrare spiagge meno affollate e che preoccupa sempre più gli operatori del settore.
Città vecchia più resiliente
“Il calo rispetto agli altri anni si sente – spiega a Repubblica Bari Gianni Del Mastro, referente dei ristoratori baresi – l’unica zona che ha risentito un po’ meno di questa situazione è la città vecchia, visto che è la parte più turistica”. Nonostante molti pugliesi abbiano scelto la “staycation”, restando a casa per le vacanze estive come evidenziato da un’indagine Coldiretti, quest’anno a Ferragosto in città non c’è stato il tutto esaurito.
Locali chiusi e spesa ridotta
Molti ristoranti noti di Bari hanno preferito chiudere per ferie nelle settimane centrali di agosto. “Siamo preoccupati – prosegue Del Mastro – perché il calo non si registra solo a Ferragosto. Con la capacità di spesa delle famiglie italiane notevolmente diminuita, è sempre più raro che il ceto medio vada a mangiare fuori. Non è solo colpa dell’aumento dei prezzi nei ristoranti: tutte le materie prime sono rincarate e il nostro settore è tra i più bersagliati d’Europa”.
Agriturismi senza pienone
La situazione è difficile anche per gli agriturismi pugliesi. “Il ridotto potere economico delle famiglie italiane – spiegano da Coldiretti Puglia – ha lasciato il segno ad agosto, con strutture in alcune aree della regione che non hanno registrato il tutto esaurito. Si è optato per soluzioni mordi e fuggi e c’è stata una flessione del turismo di prossimità, mentre vince la destagionalizzazione”.












