Scontro istituzionale tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il Ministero dell’Ambiente sulle recenti nomine dei commissari straordinari dell’Ente Parco del Gargano e del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Il governatore pugliese accusa il Ministro di aver proceduto senza l’intesa con la Regione, violando – a suo dire – le prerogative costituzionali dell’ente territoriale.
“Scelte unilaterali, ignorati i territori”
“Non spetta al ministro dell’Ambiente la nomina dei commissari straordinari in mancanza dell’intesa con la Regione Puglia”, ha dichiarato Emiliano, stigmatizzando l’operato del dicastero. Il presidente ha anche sottolineato come la decisione sia stata presa “senza minimamente considerare il parere contrario di quasi tutti i sindaci dei territori interessati”, aggravando ulteriormente il clima di tensione tra i livelli di governo.
Nel mirino del governatore ci sono le figure indicate per la guida provvisoria dei due parchi: il candidato sindaco del centrodestra sconfitto alle ultime elezioni comunali di Foggia e un funzionario di partito di Fratelli d’Italia. Una scelta che Emiliano considera squisitamente politica e lontana dalle logiche di rappresentanza territoriale.
“Ho chiesto all’Avvocatura di agire contro il ministro”
La reazione della Regione non si limiterà alle parole. “Ho chiesto all’Avvocatura di agire nei confronti del ministro – ha annunciato Emiliano – per aver calpestato le prerogative regionali costituzionalmente garantite“. La mossa apre un nuovo fronte istituzionale e giuridico, con possibili ricadute sull’operatività degli enti e sulla gestione delle aree protette.
Il clima si fa dunque incandescente attorno alla governance dei due polmoni verdi della Puglia, in un momento in cui la tutela del paesaggio e la valorizzazione ambientale richiederebbero convergenza tra istituzioni e ascolto dei territori. La polemica sembra invece destinata ad alimentarsi nei prossimi giorni, sullo sfondo di equilibri politici tutt’altro che pacifici.












