Un immobile confiscato alla criminalità organizzata, situato in contrada Pietrafitta a Foggia, sarà trasformato in uno spazio a finalità sociale grazie a un intervento di manutenzione straordinaria promosso dal Comune nell’ambito del Programma Regionale Puglia 2021-2027. L’operazione rientra nella Sub-Azione 8.2.2 del Piano “Welfare e Salute” che mira al riuso di beni confiscati per promuovere inclusione socioeconomica e legalità.
Il progetto, denominato “Campanelli di Legalità”, prevede la creazione di un centro destinato a rispondere a bisogni sociali urgenti come povertà educativa, marginalità, disabilità, isolamento delle famiglie fragili e mancanza di spazi culturali e sportivi.
Coinvolte associazioni, cittadini e professionisti
La proposta progettuale ha preso forma anche grazie a una consultazione pubblica organizzata a giugno 2025 in collaborazione con il presidio cittadino di “Libera”, che ha visto la partecipazione attiva di oltre 60 rappresentanti del Terzo Settore. L’iniziativa ha raccolto le istanze del territorio, indicando tra i destinatari prioritari minori, donne vittime di violenza, persone senza fissa dimora e disabili.
Il Comune ha già affidato numerosi incarichi tecnici propedeutici alla candidatura, tra cui rilievi metrici, redazione del progetto esecutivo, verifiche climatiche e accreditamenti ITACA. La figura del Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione è stata affidata all’architetta Antonella Pia Racano, funzionario tecnico comunale, con incarico formalizzato nella determinazione dirigenziale n. 1496 del 28 luglio 2025.
Un simbolo di riscatto civile
La strategia si inserisce in un più ampio piano di contrasto non repressivo alla criminalità, in linea con la legge regionale 14/2019 che promuove cultura della legalità e rigenerazione sociale.
Secondo la visione del Comune, l’intervento mira a riconnettere il tessuto urbano favorendo lo sviluppo delle relazioni sociali, restituendo alla collettività luoghi un tempo usati per fini illeciti e oggi destinati a diventare presidi di legalità e inclusione.
Il progetto è coordinato dall’Area 8 – Rigenerazione Urbana PNRR, diretta da Alessia Cordisco, con Silvana Corvino nel ruolo di Responsabile unico di procedimento. L’intero iter sarà sostenuto con gli incentivi previsti dalla normativa vigente, senza ulteriori oneri per l’ente.
Un passo concreto per trasformare un simbolo di oppressione in un motore di rinascita collettiva.












