Michele Emiliano schiva la mozione di sfiducia, ma non la crisi di numeri. Il Consiglio regionale della Puglia ha infatti respinto, con 25 voti contrari contro 20 favorevoli, la richiesta di anticipare la discussione sulla mozione presentata dalle opposizioni contro il presidente della Regione. Un risultato atteso, ma che ha messo a nudo le difficoltà della maggioranza, sempre più fragile e divisa.
La mozione era collocata al 41° punto dell’ordine del giorno della seduta di lunedì 28 luglio e sarebbe servito un voto dell’aula per portarla in discussione anticipata. L’opposizione ha potuto contare sui suoi 19 voti più, con ogni probabilità, quello della grillina dissidente Antonella Laricchia. Le quattro astensioni del M5S, già annunciate, hanno fatto il resto, impedendo ogni possibilità di dibattito.
Fratelli d’Italia: “Sinistra senza numeri, tira a campare”
Durissimo il commento dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, che in una nota congiunta accusano il centrosinistra di comportamento “antidemocratico”: “Non serve nemmeno più votare la mozione – scrivono – perché questa maggioranza non ha più i numeri per governare. Aver impedito la discussione è un gesto che mostra tutta la volontà di tirare a campare fino alla fine della legislatura, ormai giunta al capolinea”.
Il gruppo di FdI parla di “spettacolo deleterio” e attacca un centrosinistra “lacerato al proprio interno” da una campagna elettorale già in fermento, “con molti galli nel pollaio pronti a pizzicarsi fra loro anche a scapito degli interessi dei pugliesi, che evidentemente sono l’ultimo problema di questa maggioranza”.
Campo (Pd) senza sostegno nemmeno su un punto tecnico
La tensione è cresciuta ulteriormente quando anche la semplice richiesta del capogruppo del Pd Paolo Campo di anticipare alcuni punti all’ordine del giorno è stata bocciata. A voto segreto, la maggioranza ha mostrato ancora una volta tutta la sua debolezza numerica, incapace di garantirsi il sostegno nemmeno su una questione di calendario tecnico.
Una legislatura al tramonto
L’episodio ha sancito l’ennesima crepa nel già traballante equilibrio politico della Regione. La mancata discussione sulla mozione non salva Emiliano dalla crescente percezione di un governo regionale sempre più isolato, logorato da tensioni interne e da una opposizione decisa ad alzare i toni. In aula, il campo largo non si è più mostrato come tale, e le crepe potrebbero allargarsi ulteriormente nei prossimi mesi, con le elezioni regionali del 2026 già all’orizzonte.












