Un’opera destinata a ridefinire il concetto di ospedale pubblico: è stato inaugurato oggi il Nuovo Ospedale di Monopoli-Fasano, infrastruttura all’avanguardia che unisce tecnologia, sostenibilità e bellezza paesaggistica in una visione integrata e umanizzata della sanità. Con 299 posti letto, 9 sale operatorie, 10 sale diagnostiche e uno scenario naturale immerso tra ulivi monumentali e affaccio sul mare, la struttura rappresenta un modello di riferimento per l’intera Puglia.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del presidente della Regione Michele Emiliano, dell’assessore al Bilancio Fabiano Amati, del direttore generale ASL Bari Luigi Fruscio e dei sindaci di Monopoli e Fasano, insieme a tecnici, progettisti, operatori sanitari e rappresentanti delle istituzioni.
Una sanità d’eccellenza pensata per il territorio
“L’ospedale è completato – ha dichiarato Emiliano – ora inizia il trasferimento delle funzioni dal San Giacomo di Monopoli. Sarà un percorso attento, graduale, ma anche una grande soddisfazione: in soli sette anni abbiamo realizzato un’opera che risponde a un bisogno concreto di sanità nelle aree tra Bari e Brindisi”.
A confermare la centralità della struttura è stato Fabiano Amati: “In quest’area mancava un ospedale per malattie tempo-dipendenti, e oggi possiamo contare su una struttura completa e moderna, pronta a salvare vite”.
Il nuovo ospedale servirà un bacino d’utenza di oltre 260.000 persone, distribuite tra 8 comuni del Barese, 4 del Brindisino e 1 del Tarantino, offrendo tutti i principali servizi ospedalieri, dalla chirurgia alla terapia intensiva, dalla psichiatria al dipartimento materno-infantile.
Trasferimenti in corso: primo paziente entro fine anno
Dal 28 luglio inizieranno le prime operazioni di trasferimento: direzione medica, amministrativa, uffici tecnici e sorveglianza. Seguiranno, tra settembre e ottobre, i collaudi degli impianti. La fase clou, prevista tra il 19 e il 25 novembre, vedrà il trasferimento di tutte le unità operative assistenziali, compresi il Pronto Soccorso, il blocco operatorio, la rianimazione e l’intera area materno-infantile.
Durante il passaggio, sarà garantita la continuità dell’emergenza-urgenza su entrambe le sedi, evitando interruzioni nei servizi.
L’architettura della cura: bellezza, sostenibilità e comfort
Il progetto, firmato da un team internazionale (Manens, Pinearq, Sàito), e diretto artisticamente dall’architetto catalano Albert De Pineda, è basato sul concetto di “ospedale in un parco”: volumi bassi, ampi spazi luminosi, materiali caldi e ambienti ispirati alla natura per umanizzare l’esperienza del paziente.
La struttura – sviluppata su 3 livelli più uno interrato – si estende su 178.000 mq, con una superficie di 63.000 mq e 295.000 metri cubi di volume. Include anche un parcheggio da 742 posti, un impianto fotovoltaico da 915 kWp e un sistema di irrigazione a recupero d’acque piovane.
La sostenibilità ambientale è garantita da materiali certificati CAM e una riduzione dei consumi energetici del 30%, per un profilo compatibile con gli obiettivi ONU sullo sviluppo sostenibile.
Tecnologia avanzata e diagnostica di ultima generazione
Il presidio è dotato di 14 letti tecnici, 32 postazioni di day service, un blocco parto con 5 sale (inclusa una per parto in acqua), e 10 sale per diagnostica per immagini, tra cui 2 TC, 2 RM 1.5 Tesla, 2 mammografi 3D e 2 ecografi. Completano l’offerta 4 sale per endoscopia, 2 per emodinamica, e 2 per chirurgia laser.
Un sofisticato sistema di tracciamento del paziente garantisce sicurezza e ottimizzazione dei percorsi dalla degenza alla sala operatoria.
Arte, paesaggio e cultura del luogo
Anche la bellezza è parte integrante della visione. Attorno alla struttura sono stati ricostruiti 2 km di muretti a secco con pietra locale, reintegrati 200 ulivi monumentali e installate opere d’arte selezionate tramite il concorso “Arte e Sanità Puglia 2023”, con sculture monumentali e tele decorative a impreziosire la hall e le aree di attesa.
I costi dell’opera
Il nuovo ospedale ha richiesto 116 milioni di euro (IVA inclusa), finanziati con fondi FSC 2007-2013, FESR 2014-2020e risorse regionali. A questi si aggiungono 84,5 milioni di euro per tecnologie, arredi e completamento, e 13 milioni per la viabilità di accesso.
Una filiera produttiva da oltre 220 imprese, per il 60% pugliesi, ha contribuito alla costruzione, sotto la guida del gruppo Webuild.
Un simbolo per il futuro della sanità pugliese
“Un ospedale bello e funzionale – ha concluso Luigi Fruscio, direttore generale ASL Bari – ma soprattutto un’opera collettiva, frutto della sinergia tra istituzioni, imprese e professionisti. Ora comincia la sfida più importante: farlo vivere ogni giorno, con competenza e umanità, per prendersi cura delle persone”.












