Un’altra notte difficile per il Gargano e per la sua gente, ancora una volta colpita dalla furia degli incendi. A Manfredonia, come in altre zone della provincia, le fiamme hanno costretto all’intervento incessante di vigili del fuoco, operatori dell’Arif e volontari della protezione civile, in una lotta continua contro il fuoco che da giorni sta mettendo in ginocchio ettari di patrimonio naturalistico e agricolo soprattutto all’Oasi Lago Salso, riviera sud della città sipontina.
Ma mentre i Canadair sorvolavano il cielo del promontorio sin dalle prime ore del mattino, è stato il sindaco Domenico La Marca a lanciare un messaggio chiaro e carico di amarezza, ma anche di determinazione: “Certe battaglie si possono vincere, se si interviene in tempo di pace”.
“Non basta spegnere il fuoco, serve una strategia stabile”
Il primo cittadino di Manfredonia ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che, nella notte, hanno operato sul campo per contenere l’emergenza: “Anche stanotte eravamo lì, con i vigili del fuoco, l’Arif, la Paser e la protezione civile. Abbiamo fatto squadra, ma non possiamo pensare di affrontare ogni estate come una guerra da combattere a mani nude”.
Non è chiaro, ha detto La Marca, se ci sia solo imprudenza o un disegno criminale dietro la ripetitività e l’intensità dei roghi. Ma una cosa è certa: serve prevenzione, servono mezzi, servono risorse stabili. Ed è questo il cuore del messaggio condiviso anche con i sindaci di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Motta Montecorvino e altri comuni della provincia.
L’appello al Governo e il confronto con il Parco
“Abbiamo rivolto un appello al Governo e alla Regione – ha spiegato La Marca – chiedendo più uomini e più mezzi. Il Gargano non può più essere dimenticato”. Il sindaco ha inoltre annunciato un prossimo incontro operativo con il nuovo commissario del Parco del Gargano, Raffaele Di Mauro, con cui è in costante contatto per valutare interventi immediati.
Un messaggio che unisce emergenza e visione strategica: “Il nostro territorio non può fermarsi. Dobbiamo lavorare in tempo di pace, non solo correre quando tutto brucia”.










