Scintille social tra il consigliere comunale di opposizione a Foggia, Nunzio Angiola e la vicesindaca e assessora all’Ambiente, Lucia Aprile. Angiola ha postato su Facebook il video di un uomo che tenta invano di completare una capriola corredato dalla frase: “La sindaca Maria Aida Episcopo quando fa i salti mortali per difendere l’indifendibile assessora Lucia Aprile”.
Puntuale la risposta della stessa Aprile, ultimamente al centro delle cronache dopo l’affidamento diretto, poi revocato, ad una cooperativa di cui fa parte Maria Aprile, sorella gemella della vicesindaca. “Mi difendo benissimo da sola da sciacalli del suo livello ma lo faccio nelle sedi opportune, a presto Nunzio Angiola“.
Il consigliere ha contro risposto così: “Lei gentile assessora Aprile ‘nelle sedi opportune’ non fa assolutamente niente. Ci vediamo in consiglio comunale, quella è l’unica sede opportuna che lei è nelle condizioni di azionare. Lasci perdere la parola sciacallaggio di cui lei ignora il significato, visto il modo bislacco con cui la usa, e chieda scusa alle foggiane e ai foggiani per l’inopportunità dell’affidamento di una fornitura del Comune di Foggia alla cooperativa riconducibile alla sua sorella gemella (ci sono peraltro anche altri casi assimilabili a questo!), affidamento cui la stessa società ha poi rinunciato. Per molto meno voi del Movimento 5 Stelle avete implorato la sacra regola della opportunità, quando vi siete scagliati contro l’affidamento legittimissimo a Pippo Cavaliere di una consulenza del Comune sullo stadio Zaccheria e contro l’affidamento legittimissimo alla Cassandro Srl di un incarico sulla revisione dei fondi PNRR. Siete degli arroganti doppiopesisti. Lei non mi prende in giro e men che meno mi faccio intimidire dai suoi riferimenti alle ‘sedi opportune’. Aggiungo che una cosa va evitata, ossia che il Comune sembri un affare di famiglia. Quando un affidamento pubblico finisce alla cooperativa della sorella gemella di un assessore, il danno – stando a come ragionano i cittadini – è già fatto: danno alla trasparenza, alla credibilità e alla fiducia dei cittadini. Chi amministra deve stare lontano da questi cortocircuiti e lei assessora se ne è ritrovata al centro. E ciò tanto più che il Comune di Foggia è stato commissariato per mafia, una maggior accortezza, una maggiore sensibilità rispetto al tema della opportunità politica si rendeva e rende necessaria”.
E ancora: “Poi le sue scuse saranno ancor più gradite, visto che l’affidamento alla cooperativa di sua sorella è stato annullato perché totalmente illegittimo, da molteplici punti di vista, come da noi paventato in più occasioni. Allora, mi ascolti bene assessora, lei ha preso decine di migliaia di critiche sui social e tra la gente per strada, e queste critiche hanno schiacciato non solo lei e il suo gruppo politico del M5S (cosa che mi interessa relativamente poco o nulla), ma anche tutto l’attuale ceto politico foggiano, di cui io faccio parte. Un’ondata di pulsioni di antipolitica, della serie ‘sono tutti uguali’, si è abbattuta su tutto il ceto politico foggiano e di questo non se ne avvertiva proprio il bisogno. Si scusi, mi ascolti, si scusi e faccia in modo che fatti come questi non abbiano più a verificarsi. Stia meno sui social e pensi a lavorare, perché lei è una pessima assessora e la città lo ha capito già da un pezzo. Buona domenica”.










