Grande partecipazione ad Ascoli Satriano per l’incontro “Filiera corta e mercati degli agricoltori biologici: nuove opportunità per la Capitanata”, appuntamento che ha messo al centro del dibattito il rilancio dell’agricoltura biologica e delle vendite dirette nella provincia di Foggia. Un confronto concreto e partecipato tra operatori del settore, tecnici, istituzioni e cittadini, tutti uniti da un obiettivo comune: rafforzare l’economia agricola locale, valorizzando la qualità e la tracciabilità delle produzioni.
La filiera corta come leva per il territorio
Durante l’incontro si è discusso delle sfide che i produttori biologici affrontano, ma anche delle molteplici opportunità offerte dai mercati a km zero. In particolare, è stata evidenziata l’importanza della filiera corta come strumento di coesione territoriale, capace di generare economia circolare e di rafforzare il legame tra agricoltori e consumatori.
Mazzeo: “Più sostegno alle reti locali”
Tra gli interventi più apprezzati, quello di Maurizio Mazzeo, imprenditore agricolo e consigliere di Confagricoltura Foggia, che ha ribadito quanto le politiche pubbliche siano fondamentali per promuovere i circuiti agroalimentari locali. Mazzeo ha sottolineato che “la filiera corta è una risposta concreta per sostenere l’agricoltura locale, creare economia circolare e rafforzare il legame tra cittadini e produttori”.
Gal Meridaunia e Coldiretti: un modello da rafforzare
Gennaro De Biase, funzionario del Gal Meridaunia, ha posto l’accento sull’importanza delle produzioni biologiche a chilometro zero per la sostenibilità ambientale e il benessere delle comunità. Mentre Donato Chieffo, presidente dell’Ufficio zona Ascoli Satriano, ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza alimentare e sulla tracciabilità, elementi che accrescono la fiducia dei consumatori.
Dalla teoria alla pratica: la degustazione a km zero
L’evento si è concluso presso l’azienda agricola Palino, di proprietà dello stesso Mazzeo, dove è stata offerta ai partecipanti una degustazione di prodotti tipici locali. Un’occasione per “toccare con mano” la qualità e la varietà dell’agroalimentare della Capitanata, e per rafforzare il legame diretto tra chi produce e chi consuma.













