La situazione della sicurezza a Foggia e in provincia è “insostenibile e ormai fuori controllo”. A denunciarlo è il SAP – Sindacato Autonomo di Polizia, attraverso un comunicato ufficiale diffuso dalla Segreteria provinciale di Foggia. Il tono è duro, l’allarme è alto e la richiesta è chiara: servono immediatamente rinforzi di personale e mezzi, per fronteggiare un’emergenza criminale sempre più evidente e pericolosa.
A firmare la nota è il segretario provinciale Giuseppe Vigilante, che punta il dito contro le promesse non mantenute da parte delle istituzioni: “Abbiamo già espresso tutta la nostra delusione e amarezza per il mancato arrivo di nuovo personale, arrivando perfino a chiedere il supporto di pattuglie di altre forze per garantire un livello di sicurezza accettabile”. Ma, a distanza di settimane, nulla è cambiato.
La scia di violenza che infiamma la Capitanata
Il comunicato arriva all’indomani di una serie di episodi inquietanti: l’incendio devastante che ha distrutto 800 ettari dell’Oasi Lago Salso a Manfredonia, il tentato rogo della pineta di Siponto, le ecoballe date alle fiamme nella zona industriale, ma anche auto incendiate, sparatorie, tentativi di omicidio, rapine e furti che si sono verificati tra Foggia e altre località della provincia.
“La criminalità organizzata e mafiosa non è mai sparita e torna oggi a colpire con ferocia. La Capitanata non può essere lasciata in balia di questo assalto”, si legge nella nota del SAP. “Siamo vicini a tutti i colleghi che ogni giorno affrontano con professionalità e sacrificio questo scenario difficile, ma è evidente che una sola Volante non può garantire il controllo del territorio“.
“Rivedere i servizi, priorità al contrasto della criminalità”
Il sindacato non si limita alla denuncia, ma rilancia un appello urgente: “Fino a quando non arriverà il personale promesso, chiediamo di rivedere e ridurre i servizi meno urgenti per concentrarsi unicamente sulla lotta alla criminalità“. Una proposta che punta a razionalizzare le poche risorse disponibili, in attesa che vengano mantenuti gli impegni assunti da parte dello Stato.
“La sicurezza non può aspettare”, conclude Vigilante, ribadendo che il SAP non si fermerà nel denunciare pubblicamente e sistematicamente l’inerzia delle istituzioni. Un grido d’allarme che, ancora una volta, richiama l’urgenza di interventi concreti per difendere un territorio segnato da troppe ferite.









