Esplode la protesta delle opposizioni a Vieste sulla gestione della sanità locale. Cinque forze politiche – Fratelli d’Italia, CON, Noi Moderati, Alternativa Popolare e Lega – si sono unite in un documento duro e senza sconti, accusando apertamente il sindaco Giuseppe Nobiletti di “incompetenza” e “complicità” con la Regione nella gestione dell’emergenza sanitaria che, da anni, colpisce il territorio.
Nel mirino c’è il depotenziamento dell’ex Pronto Soccorso, trasformato in Punto di Primo Intervento, e la conseguente carenza di personale, mezzi e risposte adeguate per una città che nei mesi estivi ospita migliaia di turisti.
“Una sola ambulanza, un medico a intermittenza: è una vergogna”
Nel documento, firmato da Luigi Demaria, Vincenzo Disanti, Mariateresa Bevilacqua, Giuseppe Caruso e Gianni Medina, viene denunciata l’assenza di strategia e la mancanza di un reale confronto con la cittadinanza e il Consiglio comunale. Le misure adottate dal sindaco – tra cui incentivi economici per medici, alloggi e perfino l’uso dell’elisoccorso – vengono bollate come “pezze” inefficaci, utili solo a tamponare una situazione ormai fuori controllo.
“In 9 anni solo 2 audizioni in Commissione sanità”
Le opposizioni lamentano anche una sostanziale assenza di impegno istituzionale da parte dell’Amministrazione comunale, citando il dato delle sole due audizioni in Commissione sanità in nove anni di governo. “È evidente – scrivono – che il problema non sia soltanto sanitario, ma politico e amministrativo: un fallimento che oggi ricade sui cittadini”.
La richiesta: “Pronto Soccorso vero, non contentini”
La proposta avanzata dai gruppi consiliari è netta: la riconversione del Punto di Primo Intervento in un Pronto Soccorso ospedaliero, secondo quanto previsto dal D.M. 70/2015. Un presidio sanitario completo, dotato di personale fisso e attrezzature idonee, capace di offrire una risposta immediata ed efficace alle emergenze in una città che vive un incremento esponenziale di presenze durante la stagione estiva.
“Non siamo cittadini di serie B”
“Vieste non può accontentarsi di qualche medico in più o di soluzioni tampone – concludono i firmatari –. Serve un investimento serio, strutturale e non più rimandabile. Il nostro diritto alla salute non è negoziabile, e non lo baratteremo con promesse elettorali o palliativi”.













