La città di Foggia è al centro del potenziamento dei controlli contro la criminalità in Puglia. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rispondendo oggi in question time alla Camera a un’interrogazione di Forza Italia sul radicamento delle mafie nella regione. “Anche in Puglia – ha dichiarato – sono stati intensificati i controlli su persone, veicoli, attività commerciali e strutture ricettive, in linea con le direttive nazionali”.
Nel mirino, criminalità e degrado urbano
Dal 1° gennaio al 25 giugno 2025, secondo i dati forniti dal ministro, sono stati realizzati 29 servizi ad alto impattonelle città di Bari e Foggia, con particolare attenzione a stazioni ferroviarie e aree limitrofe. Le operazioni hanno portato a “importanti risultati in termini di persone identificate e arrestate”, sebbene non siano stati forniti numeri dettagliati sui fermi.
A Foggia, dove la pressione criminale si è fatta nuovamente sentire con aggressioni, attentati dinamitardi e un omicidio nell’arco di pochi giorni a giugno, lo Stato prova così a rispondere con un incremento della presenza sul territorio.
11mila agenti in più e nuovi rinforzi in arrivo
Il titolare del Viminale ha poi ricordato che dall’inizio dell’anno sono stati impiegati 3.900 equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, con l’aggiunta di oltre 11mila unità rispetto alle forze territoriali già presenti. A questi si aggiungono oltre 20mila agenti temporaneamente assegnati per rispondere a esigenze specifiche di ordine pubblico, su richiesta delle autorità locali.
“Proseguiremo nel potenziamento degli organici – ha aggiunto Piantedosi – che ha già permesso l’immissione in servizio di oltre 30mila unità. Entro l’anno ne arriveranno altri 14mila, e 22mila nel biennio successivo, con particolare attenzione al rafforzamento dei presìdi di polizia in Puglia”.
Foggia resta sotto osservazione
Il messaggio del Viminale arriva dopo settimane di crescente allarme in Capitanata e una richiesta insistente da parte di amministratori locali e cittadini per una maggiore presenza dello Stato. La linea del governo è quella del controllo intensivo e dell’intervento tempestivo, in attesa che gli annunci su assunzioni e rinforzi si traducano in un cambio di passo visibile anche nelle strade.
Per Foggia, la sfida resta aperta: quella di contrastare non solo le mafie e l’illegalità diffusa, ma anche il senso di abbandono che per troppi anni ha accompagnato il racconto e la vita quotidiana di una città che ora chiede – e pretende – sicurezza e giustizia.








