Una segnalazione giunta in redazione riporta l’attenzione su una delle incompiute più clamorose della città: il tratto di collegamento tra l’orbitale di Foggia e il DEU, il Dipartimento di Emergenza e Urgenza del Policlinico, non è mai stato realizzato. Eppure si tratta di appena 200 metri di strada, stimati “a occhio” da chi ogni giorno osserva la situazione. Duecento metri che, però, potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte per chi si trova in ambulanza.
Un percorso assurdo per chi lotta contro il tempo
Chi proviene da nord, come le ambulanze che arrivano da via Lucera, è costretto a un tragitto tortuoso: percorrere buona parte dell’orbitale per poi imboccare via Napoli, uscire dalla circonvallazione e rientrare successivamente per raggiungere il monoblocco ospedaliero. Un tragitto che allunga inevitabilmente i tempi d’intervento e che, come racconta un lettore, può trasformarsi in un incubo per i pazienti critici. “Proprio giorni fa ho assistito a una scena drammatica – scrive –. Un’ambulanza a sirene spiegate ha dovuto fare tutto il giro perché quel tratto di strada non esiste. Mi auguro che il paziente sia ancora vivo”.
Un’infrastruttura costosa ma incompleta
La grande opera, l’orbitale, è costata milioni di euro e i lavori sono durati più di dieci anni. Una delle infrastrutture più importanti degli ultimi vent’anni, eppure rimane monca proprio nel punto più delicato: l’accesso diretto al principale pronto soccorso della città. “È mai possibile – si chiede il cittadino – che una strada tanto celebrata lasci in sospeso proprio il tratto da cui può dipendere la sopravvivenza di una persona?”
Il condizionale è d’obbligo
Il collegamento “dovrebbe” essere realizzato, ma al momento non c’è traccia di cantieri o lavori in corso. E mentre il condizionale resta l’unico tempo verbale possibile per parlare di questo tratto, i mezzi di emergenza continuano a perdere minuti preziosi in deviazioni assurde. In una città in cui il tempo può valere una vita, restare fermi su una strada mai fatta è qualcosa che ha dell’incredibile.









