Dopo il brutale omicidio avvenuto in pieno giorno a Foggia il 18 giugno scorso, il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) lancia un appello durissimo: “Non si può più parlare di semplici regolamenti di conti. La recrudescenza criminale in Capitanata ha assunto forme e intensità che ricordano la criminalità organizzata nazionale”. Il sindacato, in un comunicato diffuso il giorno successivo al fatto di sangue, esprime “profonda preoccupazione e cordoglio”, sottolineando come l’episodio abbia colpito la percezione di sicurezza dell’intera cittadinanza, “non solo residenti, ma anche esercenti, turisti e gli stessi operatori di polizia”.
“Organici inadeguati, età media elevata e turni massacranti”
Il SIAP denuncia da anni la progressiva erosione del personale assegnato alla Questura di Foggia e ai commissariati del territorio. Nonostante le rassicurazioni del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, la realtà sul campo è ben diversa: “Le ultime previsioni non contemplano l’invio di nuove unità, in netto contrasto con quanto riconosciuto nei Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”, si legge nella nota.
L’età media del personale operativo è prossima ai 53 anni, con evidenti ricadute sulla prontezza fisica e sulla tenuta psicofisica nei turni notturni. Il ricorso continuo a straordinari fuori soglia e la necessità di sottrarre personale ai servizi amministrativi per garantire la presenza sul territorio sono soluzioni “tampone” che, secondo il SIAP, nascondono un disagio profondo e strutturale.
La richiesta di un piano straordinario
Per questo, il sindacato chiede l’attuazione urgente di un piano straordinario di rafforzamento degli organici, che includa anche il potenziamento di tutte le specialità: dalla Polizia Stradale alla Polfer, passando per RPC San Severo, Squadra Mobile, Digos, Polizia Scientifica, Postale e i commissariati della Capitanata.
“Un monito che lo Stato non può ignorare”
L’omicidio avvenuto nel cuore del capoluogo – scrive il SIAP – è un segnale gravissimo: “Dimostra la capacità dei sodalizi criminali di sfidare apertamente il potere pubblico in spazi logisticamente e simbolicamente centrali, scardinando il presidio ordinario della legalità”.
Per questo, la segreteria provinciale del sindacato si riserva di intraprendere ulteriori iniziative di sensibilizzazione, nel rispetto della normativa vigente, affinché lo Stato non resti spettatore di una degenerazione che “sta dilaniando la Capitanata”.









