“Abbiamo pregato e abbiamo sperato. Ci siamo stretti nell’attesa di una notizia positiva che potesse confutare quella che, da subito, si era rivelata una situazione estremamente critica. Lo abbiamo fatto con il cuore di madri e di padri, di fratelli, di amici. Ora è il momento di stringerci ancora più forte per consolare la famiglia del giovane Silvano, che purtroppo ci ha lasciati”. Lo scrive Emilio Di Pumpo, sindaco di Torremaggiore dopo la morte del 17enne Silvano Lamedica, deceduto al Riuniti di Foggia dopo alcuni giorni di ricovero in rianimazione.
“Non ci sono parole sufficientemente adeguate per rappresentare il dolore, lo sconforto e l’impotenza di fronte a una tragedia così grande. Torremaggiore è una città ferita che, ancora una volta, oggi piange un figlio. A nome dell’amministrazione comunale e di tutta la città di Torremaggiore, esprimo il più profondo cordoglio. Come primo cittadino, voglio ringraziare tutta la nostra comunità, che ha dimostrato un grandissimo cuore in questi giorni di angoscia. Continuiamo a pregare. Ora più che mai, non lasciamo sola la famiglia del giovane Silvano. A te, giovane angelo, buon viaggio”, ha concluso il sindaco.
Intanto, proseguono le indagini sulla morte del 17enne, ferito alla testa da un colpo di pistola di piccolo calibro. Silvano, uno studente con la passione per il calcio, senza alcun precedente penale, era stato trovato agonizzante nel pomeriggio di martedì 10 giugno in un casolare abbandonato lungo la strada provinciale che collega il centro dell’Alto Tavoliere a Casalnuovo Monterotaro. L’arma è stata rinvenuta nel corso delle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Foggia, che al momento mantengono il massimo riserbo sulle circostanze del ferimento. Restano ancora da chiarire molti aspetti, a partire dalla dinamica del fatto: gli investigatori stanno valutando tutte le piste, senza escludere né il tentativo di suicidio, né un possibile atto violento da parte di terzi.












