Doveva essere un evento di richiamo, capace di animare il parco urbano dei Campi Diomedei con gastronomia, musica e socialità. Ma l’edizione dell’International Street Food, in corso in questi giorni a Foggia, si è trasformata anche in un’occasione per denunciare gravi carenze organizzative. A puntare il dito contro la gestione logistica dell’iniziativa sono i membri del movimento Cambia, Nunzio Angiola che è anche consigliere comunale di opposizione e Antonio Cicconetti, che in una nota parlano apertamente di “fallimento di programmazione”.
“Tre bagni chimici per migliaia di persone. Geniale”
Il fulcro della critica riguarda la gestione dei servizi igienici, considerata del tutto inadeguata per un evento di questa portata. “Tre bagni chimici. Dicasi tre. Per un evento che richiama migliaia di persone, che mangiano, bevono, sostano per ore in un parco senza esercizi commerciali nelle vicinanze e con intrattenimento musicale. Un capolavoro di logistica”, scrivono con ironia i due esponenti del movimento civico.
Secondo Angiola e Cicconetti, la dotazione minima di bagni non è sufficiente “nemmeno per i ristoratori dello street food”, figuriamoci per il pubblico, che – dicono – dovrebbe avere “la vescica d’acciaio” o praticare “l’autocontrollo zen”. Il risultato, denunciano, è che l’area archeologica dei Campi Diomedei rischia di diventare “una latrina a cielo aperto”, con visitatori costretti a improvvisare soluzioni tra gli alberi, peraltro pochi e immersi nel buio più totale.
Mancano anche servizi per i cani
A peggiorare il quadro, sottolineano i consiglieri, l’assenza di una dog area, che rende il parco non solo scomodo ma anche poco inclusivo per i visitatori accompagnati da animali. “Quando si dice ‘cura del dettaglio’…”, osservano con sarcasmo.
“Manuale di pianificazione? Forse, ma da riscrivere”
“Questa – concludono Angiola e Cicconetti – è una gestione che svela la distanza tra chi organizza e chi vive gli eventi. Una logistica da manuale, sì, ma da manuale di cosa è tutto da chiarire. Non basta allestire stand e palchi per fare di un parco pubblico un luogo vivo: servono servizi, illuminazione, accessibilità. E soprattutto, rispetto per i cittadini”.
La nota del movimento Cambia si inserisce nel solco di una più ampia critica politica all’utilizzo dei Campi Diomedei come sede di grandi eventi, già finiti al centro di altre polemiche nei giorni scorsi. Ma questa volta, l’accusa è netta: “Un sito archeologico non può essere sacrificato sull’altare dell’improvvisazione”.










