Animare il borgo attraverso le residenze artistiche. A Bovino per tutto il mese di aprile sono arrivati due ragazzi che hanno vissuto e lavorato nel piccolo paese dei Monti Dauni per la residenza “Semi nel Vento” il programma di residenze artistiche dedicato ad artisti e artiste da tutta Europa realizzato da Netural Coop Impresa Sociale, in collaborazione con il Comune di Bovino Tra i protagonisti di aprile (a maggio arriveranno altri due) Elena Redaelli e Nikola Filipovic che lavorano insieme alle comunità locali con materiali e tecniche artigianali esplorando temi come memoria, trasformazione e identità collettiva.
Elena Redaelli, comasca, artista visiva e ricercatrice, indaga i processi di trasformazione della materia, concentrandosi sulla generazione e decadenza. Il suo lavoro si concentra sul ruolo dei materiali organici, promuovendo consapevolezza ecologica, inclusività e cura collettiva. Il suo progetto di residenza, Infinita Lentezza, vuole esplorare il lento e costante mutamento delle rocce nel tempo. Attraverso azioni collettive e momenti di osservazione partecipata, il progetto ha l’obiettivo di riflettere sul rapporto tra uomo, territorio e memoria geologica, attraverso la creazione di un’opera collettiva realizzata con materiali locali che raccontano la storia della comunità di Bovino.
Nikola Filipovic, artista visivo originario del Montenegro, specializzato in arte tessile. Si occupa di ricerca sui materiali tessili sostenibili, esplorando il potenziale attraverso il riuso e il recupero di fibre. Lavora con tecniche tradizionali reinterpretate in maniera innovativa e in chiave contemporanea. Con il progetto Trame di Comunità, propone di realizzare in forma collettiva con la comunità di Bovino una tovaglia ricamata, ispirata alla mappa del paese. Attraverso il ricamo, i partecipanti tracceranno percorsi e racconti legati al territorio, culminando in una cena di comunità in cui la tovaglia diventerà simbolo di memoria condivisa. A coordinare la residenza artistica di Bovino, la giovane Carmen Carella. “In un paese come il nostro, a rischio spopolamento, la presenza dei due artisti hanno rappresentato una novità importante. La gente del posto ha risposto bene, ha collaborato in maniera fattiva con i due laboratori. I bovinesi hanno aperto le proprie abitazioni ospitando i due ragazzi con tanto affetto”.












