Il governatore della Puglia Michele Emiliano non ha avuto dubbi su dove curarsi: per la seconda volta ha scelto il Policlinico di Foggia. Un segnale chiaro del valore acquisito dalla struttura, oggi all’avanguardia grazie al lavoro del professor Giuseppe Maccagnano, docente universitario barese, arrivato in Capitanata nel 2020 e da pochi mesi alla guida della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia Universitaria. Il professor Maccagnano sta trasformando il reparto con approcci innovativi, in particolare nella chirurgia del trauma del bacino, utilizzando metodiche mininvasive ad alta precisione.
Tecniche innovative e alta precisione
La rivoluzione in corso si basa su procedure artroscopiche avanzate, che permettono di intervenire con minore invasività, tempi di recupero ridotti e risultati più efficaci. Il reparto eccelle soprattutto negli interventi all’anca, eseguiti con diverse vie d’accesso – anteriore, posteriore e laterale – per adattarsi alle esigenze di ciascun paziente.
Ma il vero salto di qualità è in arrivo con lo sviluppo di un progetto di chirurgia robotica, in particolare per gli interventi al ginocchio. “In pochi mesi – spiega il professor Maccagnano – abbiamo attivato percorsi particolarmente virtuosi che portano Foggia ai massimi livelli dell’ortopedia”.
Un hub per la rete trauma e la formazione
L’obiettivo è chiaro: rendere Foggia l’hub dell’area vasta Gargano e Nord Barese nella rete trauma regionale. A sostegno di questa visione e grazie all’importante supporto del commissario straordinario Giuseppe Pasqualone, dei vertici aziendali e di una volontà politica, sono già in corso importanti lavori per la realizzazione del nuovo reparto, che sorgerà all’interno del plesso maternità di viale Pinto.
Fondamentale è anche il ruolo della scuola di specializzazione dell’Università di Foggia, attiva dal 2020, che permette ai futuri medici ortopedici di formarsi e inserirsi professionalmente nel territorio. Dal 2026, i primi specializzandi potranno entrare stabilmente nell’organico del Policlinico, grazie alle nuove posizioni previste nella pianta organica.
Rilancio della sanità e mobilità attiva
“Questa è una soluzione decisiva per coprire le carenze in organico – sottolinea il professor Maccagnano – non solo al Riuniti ma anche nelle altre strutture sanitarie del territorio. Potremo garantire ai colleghi una crescita concreta, migliorando l’assistenza e alimentando l’innovazione”.
Il progetto mira anche a invertire il saldo di mobilità sanitaria per la Capitanata: non più pazienti costretti a spostarsi, ma cittadini da altre province e regioni che scelgono Foggia per la qualità delle cure. Una sfida ambiziosa che, grazie a una guida competente e a investimenti mirati, è già in pieno sviluppo.










