Domenico Di Vito, 37enne ingegnere, dipendente di Acquedotto Pugliese, già consigliere comunale, è il candidato sindaco di un raggruppamento civico di centrosinistra. Di Vito è un tesserato del Partito Democratico, ma lo stesso partito non lo sostiene.
Di Vito, dopo un lungo percorso nel Partito Democratico di Orta Nova ed un primo annuncio , lei si presenta ora ufficialmente sostenuto da tre liste civiche. Cosa l’ha spinta a fare un passo laterale rispetto al Pd e a costruire un progetto civico autonomo? È stata una scelta di visione politica o anche di metodo?
“È stata una scelta nata dopo una serie di incontri con la segreteria provinciale del PD. La mia candidatura nasce dopo un percorso lungo alcuni anni, in un momento molto delicato per la nostra città. Il nostro obiettivo è quello di costruire una proposta politica credibile. La scelta del PD, con il primo comunicato, era la conseguenza di una intesa politica. Sono un tesserato del PD, e tutto andava in quella direzione. Poi la segreteria provinciale, per scelte interne, non ha più dato il consenso all’utilizzo del simbolo del Partito Democratico, e pertanto noi andremo avanti con una coalizione civica di centrosinistra. Tuttavia siamo sempre aperti a tutte quelle energie sane e giovani”.
Che ruolo giocherà ora il Pd di Orta Nova? Resterà spettatore o pensa che possa ritagliarsi uno spazio in questa campagna elettorale?
“Ormai credo che a Orta Nova un circolo del Pd non ci sia più. Si sono dimessi, oltre alla segretaria, anche alcuni membri del direttivo. Hanno fatto questa scelta e noi ne prendiamo atto”.
In campagna elettorale si parla spesso di futuro e sviluppo, ma concretamente, quale segnale vuole dare subito alla comunità?
“La città vive un momento particolare. Andiamo al voto dopo un commissariamento per infiltrazioni mafiose, c’è sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni. Oggi Orta Nova ha la grande opportunità di voltare pagina e dare una prospettiva diversa al futuro della città”.
La recente classificazione di Orta Nova come “area ad alta vulnerabilità sociale” porta in dote risorse economiche importanti. quali sono, secondo lei, le priorità da affrontare con questi fondi e come garantirà trasparenza ed efficienza nell’utilizzo?
“Siamo stati inseriti nel decreto periferie, una grande opportunità per la nostra città. Credo ci siano tutti i presupposti affinché Orta Nova possa davvero cambiare volto. Arriveranno finanziamenti importanti che debbano innanzitutto rispondere ad una serie di progetti da tempo abbandonati perchè evidentemente non trovavano copertura finanziaria. Si realizzerà la nuova tenenza dei Carabinieri che sicuramente risponderà a quella che è la percezione di illegalità, diffusa non soltanto a Orta Nova, come qualcuno vuol far pensare, ma in tutto il nostro comprensorio. Ultimamente abbiamo subito un danno di immagine che non meritavamo perchè Orta Nova è ben altro. É fatta di gente per bene che ha voglia di restare qui, di lavorare e di rimettersi in discussione attraverso le buone pratiche”.











